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Autore Discussione: Is Ubuntu a debian derivative or is it a fork?  (Letto 434 volte)
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MaXeR
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« inserita:: Maggio 31, 2005, 09:19:43 pm »

Premetto una cosa: non è mia intenzione far nascere un flame, nè criticare Ubuntu o Debian.

Questa sera ho letto un interessante thread apparso su debian-devel (il link alla prima email è qua sotto).

http://lists.debian.org/debian-devel/2005/05/msg01438.html

Questa discussione pone una domanda ben precisa: "Ubuntu è una Debian-derived o un fork?".

Una delle cose che ha fatto nascere questa discussione è stato l'apparire di questa pagina che raccoglie i pacchetti nuovi direttamente inseriti in ubuntu...

a voi la lettura ed i commenti...

un MaXeR che vorrebbe che la situazione fosse chiarita dal team di Ubuntu...
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keltik
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« Risposta #1 inserita:: Giugno 01, 2005, 05:00:43 pm »

in effetti trovo che la questione sia chiara se non nelle parole, senz'altro nei fatti e nelle intenzioni.

per carità ... Debian GNU/Linux è GPL e pertanto è lecito quel che fa Ubuntu ma ...

ma personalmente ci sono un sacco di cose che non ho chiare, magari potete aiutarmi a capirle:

- perchè investire forti somme in sviluppo e promozione per un progetto che succhia la stessa linfa vitale di Debian, quando sarebbe stato _molto_ meglio investire in Debian quei fondi? Forse perchè Debian è libera, e la cosa non piace ...

- perchè dopo questo giustificarsi con la comunità dicendo che il software sviluppato per Ubuntu è disponibile anche per Debian (certo, come no ... come qualsiasi software libero), quando nella pratica i repositories non sono coerenti e tantomeno lo sono le scelte politico/tecniche?

insomma: non mi andava giù questa cosa appena è nata e più tempo passa e meno mi piace.

In fondo (e per fortuna) Ubuntu non è Debian.
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The_Noise
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« Risposta #2 inserita:: Giugno 01, 2005, 09:24:18 pm »

Sinceramente, ad oggi, non la vedo così nera la situazione. Ubuntu non ha software proprietario nei suoi pacchetti ufficiali, mentre ha un repository non ufficiale di pacchetti non free, del tutto analogo all'archivio non-free di debian, da quale è d'altraparte preso.

Debian è quello che dice di essere: il sistema operativo universale. La sua stabilità e sicurezza sono doti rinomate, ma mi voglio soffermare sulla versatilità

- 11 archittetture supportate
- l'archivio di pacchetti in assoluto più grosso di qualunque altra distro

fanno veramente di Debian uno strumento adattabile a qualunque esigenza. Corentemente con ciò ogni installazione di debian può letteralmente essere plasmata per un particolare scopo, ed anche per il medesimo scopo ci sono innumerevoli scelte.

E' innegabile che questo si traduce in un enorme vantaggio per moltissimi utenti "alternativi" nonchè per società che hanno un parco macchine molto variegato ma possono mantenere una omogeneità totale tra i vari sistemi... risparmiando parecchio.

Ma parliamo dell'uso desktop e degli effetti negativi.

Come sappiamo le applicazioni in ambito desktpo si stanno sviluppando ad un ritmo vertiginoso. Gnome ad esempio ha scelto di fare una release ogni 6 mesi. Questo è un vantaggio perchè release veloci fanno trovare velocementi problemi (grazie al feedback della comunità) e si aumenta ancor di più la velocità di sviluppo. Per un DE, cicli di sviluppo lunghi potrebbero essere fatali perchè si perderebbe il contatto con gli utenti.


Ricordo Gnome 2.6 entrare in sarge (a settembre) quando era già uscito gnome 2.8, e in sid non è entrato molto prima.
Questo è a dir poco frustrante per un utente desktop (sapere che magari installi ad un newbye un ambiente grafico e sai che troverà dei problemi o carenze funzionali che sono già stati risolti da tempo). Perchè questo ritardo:

- 11 architetture
- Archivio di pacchetti sterminato

Praticamente un pacchetto prima di passare in testing deve compilare sulla maggior parte delle architetture. In molti casi restano indietro solo architetture come alpha (con pochissimi utenti e di conseguenza ancor  meno sviluppatori). E facile capire quanto sia difficile fare compilare gnome su queste architetture anche in relazione ai pochi sviluppatori.... e così tutti attendono.... utenti più sfrustrati da problemi ormai superati .... insomma debian diventa per l'uso desktop un sistema di nicchia, pur avendo le potenzialità di diventare una soluzione eccellente. E sarge slitta di _Anno_ in _Anno_. Questo perchè compilare 15.000 pacchetti su 11 architetture non è un lavoro da poco. E l'attesa si riperquote anche (e soprattutto) sugli utenti delle architetture più diffuse, vedono che tutto è pronto per loro ma non possono usarlo.

Ubuntu è stata la risposta a questa frustrazione. Ubuntu non offre la scelta di debian, ubuntu offre UNA semplice alternativa ai sistemi proprietari. Innanzi tutto ha ristretto il target di utenti a quelli desktop (comprendendo anche coloro che non hanno mai visto un sistema GNU/Linux). Si basa su Sid di cui fa uno snapshot prima di ogni sua release. Poi Ubuntu ha preso poi SOLO le 3 architetture più diffuse in ambito desktop x86, ppc, amd64 (diciamo che coprono il 99% del desktop). Non solo, ubuntu si è concentrata su SOLO 2000 pacchetti per uso desktop (i pacchetti di base per uso server sono anche presenti).

Ubuntu non offre decine e decine di ambienti grafici, ne offre solo uno: gnome. E per ogni scopo offre una sola applicazione: la migliore (almeno quella che si pensa sia tale). E' la politica che reputo importantissima dei best defaults. Ubuntu non spaventa l'utente con inutili scelte (è risaputo come costruire un buon desktop standard) è la distribuzione che fa le scelte per utente. Debian non potrebbe fare una cosa del genere dato che il suo target spazia dal sistema embedded ai server passando per il grid computing ed oltre.

Ma quali sono i vantaggi di Ubuntu: ubuntu ha reso Debian accessibile ai non esperti. Si può pensare che le scelte fatte dalla distribuzione siano una privazione di libertà, ma questo non è vero. La scelta importante si è fatta all'inizio ed in un solo colpo: passare al software libero. Chiunque potrà poi usare thunderbird al posto di evolution, xfce4 al posto di gnome... ma la stragrande maggioranza della gente si terrà il desktop standard perchè ha qualcosa che funziona bene e che è libero.

Inoltre ubuntu viene distribuito mediante un solo singolo cd che contiene tutto il software necessario per un normale desktop. Forse qualcuno non si rende conto del vantaggio enorme che comporta questa scelta in termini di facilità di accesso, anche in assenza di rete. Anche ad oggi installare un desktop debian, senza rete non è un'impresa banale (7 cd!) e potrebbe essere impossibile per uno che non ha mai visto un sistema GNU/Linux.

Questa standardizzazione di ubuntu porta anche ad un'altro effetto virtuoso che avvantaggia i nuovi utenti: i problemi sono molto più facili da trovare e da risolvere. Esempio: non va xmms? Imposta il plugin di uscita su esd. Non c'è dmix, polypaudio, artd, alsa, oss etc... Sembrano sciocchezze ma per utenti inesperti (o che per forma mentis non sono predisposti all'informatica) ogni sigolo passaggio potrebbe essere uno scalino insuperabile.

Ultimo vantaggio è la sincronizzazione con gnome: nel mese precedente al rialscio ufficiale ubuntu viene testata da un numero incredibile di utenti, cosa prima impossibile per gnome. Di conseguenza gli moltissimi errori vengono trovati in brevissimo tempo consentendo una migliore evoluzione di gnome. Se gnome avesse dovuto aspettare debian, molti bug non sarebbero stati scoperti e sarebbero stati ereditati da gnome 2.10 mentre debian ha ancora gnome 2.8.

Gli svantaggi per molti sono gli stessi dei vantaggi: un target ristretto di utenti, di architetture e di pacchetti.

Ubuntu non è plasmabile in fase di installazione tanto quanto Debian anche se tutti i pacchetti di sid sono presenti nel repository universe (che non ha supporto per la sicurezza, meno grave per un desktop anche perchè ogni 6 mesi c'è al'aggiornamento). I pacchetti di Ubuntu però diventano più vecchi di quelli debian man mano che i 6 masi passano, poi con la nuova release avviene il riallinenamento. Pacchetti importanti con gnome o xorg vengono però pacchettizzati da ubuntu stessa proprio per fornire le ultime tecnologie agli utenti desktop (e non possiamo dire che gnome o xorg siano instabili).

Ubuntu inoltre è un'ottina palestra per i pacchetti prima di entrare in debian, ed infatti gnome 2.8 è arrivato in sarge in pochi mesi proprio grazzie al lavoro di Ubuntu. Se ogni tanto guardate i changelog avrete sicuramente visto che alcuni pacchetti hanno avuto correzioni grazie proprio ad ubuntu. Ricodro che le altre distro derivate da debian comunicano i bug e le patch solo alla fine (e tutte insieme) quando la distro viene rilasciata. Ubuntu invece manda le patch a debian immendiatamente dopo la sua immisione nel ramo di sviluppo ubuntu è questo ne facilita grandemente l'integrazione.

Questa è la linea bene o male fino ad ora seguita. Qual'è il rischio? Il rischio è che debian rimanga sempre più indietro come versioni di pacchetti e quindi ubuntu si separi sempre di più da debian creando un fork indipendente. Questa situazione danneggerebbe debian e danneggerebbe ubuntu perchè distaccandosi troppo non potrebbe usufruire tanto facilmente di Sid. Se il team di Ubuntu è intelligente non farà accedere una cosa del genere, anche se non si può mai sapere e bisogna sempre stare con gli occhi aperti.

Quei pacchetti nuovi inseriti in ubuntu non mi spaventano per adesso, sia perchè la gran parte ha ottime chance di essere assimilato in debian, sia perchè sono comunque pacchetti "marginali" nel senso che non creano problemi conflitti sulle dipendenze.
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