Non so se è il caso di mettere il
link, ma navigando nel sito di uno dei più grandi distributori italiani di prodotti informatici (e penso non solo italiani) ho visto che nella scheda di molti pc c'è un box di sedicenti news fornite a quanto sembra da
interfree (ricordiamoceli certi nomi).
La prima di queste news è una delle cose più false, abberranti, subdole e increscoise (le parole non bastano) e deliberatamente false che ho letto riguardo internet. Ovviamentte, le altre news parlano di eco-informatica e altri argomenti condivisibili da chiunque in modo da rafforzare la prima tesi.
In particolare, si allertano i genitori (gioco subdolo) di stare attenti ai figli che tramite il p2p potrebbero mettere a repentaglio la loro sicurezza, privacy, diventare autori del delitto più grave (affiancato nel testo, con un'astuto trucco subliminale, alla parola pedopornografia) del reato più grave esistente: violazione del diritto d'autore. Ovviamente è inserita nella posizione di maggior effetto la protezione contro la pedopornografia. Il fatto è che oggigiorno viene demonizzato ogni fenomeno che susciti pericolo sociale (pedopornografia, terrorismo) e sull'onta della paura vengono calpestati i diritti fondamentali alla privacy, al fair use, al diritto ad un mercato libero (cosa che non esiste in ambito musicale e cinematografico) che dia potere ai consumatori.
Concludo sottolineando quanto il p2p sia un fenomeno importantissimo e da difendere:
- Molte distribuzioni di linux, e contenuti multimediali prodotti a livello amatoriale (e non solo) vengono ditribuiti
legalmente tramite p2p (in particolare bittorrent)
- Molte opere ormai irreperibili nei circuiti commerciali (perchè economicamente non più remunerativi) sono ancora fruibili
solo grazie al p2p. Un pò come le bibblioteche che conservano i libri che sono ormai fuori produzione da decenni. Questa forma di
conservazione e
libero accesso alla cultura è fondamentale in qualsiasi società. Ma ha un senso ancor più emblematico oggigiorno che l'informazione e la cultura tende ad essere sempre maggiormente monopolizzata.
- Condividere materiale tramite p2p
non vuol dire violare il diritto d'autore. In molti casi la libera distribuzione è consentita. In altri, vorrei sapere la differenza concettuale tra scambiarsi i cd fisicamente o tramite internet.
La RIAA e la MPAA (a questi gruppi si può attribuire circa il 95% della produzione musicale e cinematografica mondiale!) sono industrie a basso tasso di flessibilità, non hanno capacitàd'innovazione (frutto della loro comoda posizione monopolistica), hanno paura del cambiamento. Il mercato è cambiato e non si potràtornare indietro. Questi monopoli sono destinati a innovarsi o a soccombere in favore di realtàpiù dinamiche e capaci di fare del business serio facendo conto delle nuove tecnologie. Non capisco perchè si dovrebbero instaurare politiche protezionistiche in loro favore che danneggerebbero il libero mercato e quindi noi consumatori che ci ritroviamo con una minor scelta.
Scusate lo sfogo,
~ The Noise