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Autore Discussione: Microsoft, antitrust UE e il mercato  (Letto 465 volte)
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keltik
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« inserita:: Gennaio 26, 2005, 04:27:40 am »

Vorrei segnalare a tutti un' interessante e approfondita analisi dell' attuale situazione ad opera di Carlo Piana (Difensore della Free Software Foundation Europe nella causa T-201/04R) pubblicata su Interlex.it.

Microsoft e antitrust UE: fatte le sanzioni, bisogna fare il mercato
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MaXeR
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161200863 maxer@knio.it
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« Risposta #1 inserita:: Gennaio 26, 2005, 05:30:41 pm »

Letto l'articolo...ci sono dei punti che mi lasciano pensare:

Citazione
1. per il mercato dei sistemi di workgroup (sistemi client/server in ambito di ufficio), Microsoft è condannata a fornire a chiunque ne faccia richiesta e sulla base di condizioni ragionevoli e non discriminatorie complete e tempestive informazioni per consentire di raggiungere l'intercompatibilità con Windows nei servizi di rete.


Ora, cosa si intende per 'condizioni ragionevoli e non discriminatorie'?

Per esempio...il team del progetto Samba (tanto caro a tutti, penso) potrà avere accesso a questi dati??

Citazione
2. per il mercato delle applicazioni che forniscono funzionalità multimediali (il mercato di Windows Media Player - per brevità WMP -, RealAudio, iTunes ecc.), di rilasciare una versione di Windows XP senza la parte applicativa di WMP (ma che abbia comunque la possibilità di riprodurre contenuti multimediali).

Finalmente (basta che poi non lo mettano nel cdrom e che, una volta installato non venga mostrata una schermata monobottone per installarlo...)



Penso che, in conclusione, ci sia veramente da riflettere...
Che quelli della Microsoft non siano stupidi lo sappiamo bene...
Però, il movimento FreeSoftware ha dalla sua parte qualche cosa di importante e unico: la libertà!
Torno sempre su una cosa, che secondo me indica maturità e non solo...
Non insultiamo la Microsoft!
non è per difendere, ci mancherebbe, ma dobbiamo ricordare alcune cose:
- per quanti di noi i primi computer avevano Windows? (per me si...)
- magari quando disprezziamo windows, disprezziamo anche gli utenti che lo usano, riuscendo a farci vedere come una 'elit di sfigati' che pensa solo a 'spippolettare col computer'...
- questione di rispetto...

La cosa che mi fa riflettere di più è la seconda...
Guardiamo in faccia la realtà: il 60-70% della 'fatica' e 'diffidenza' dell'usare linux è dovuto, imho, dalla luce di sistema operativo 'difficile' che spesso gli utenti che lo usano gli danno...
magari per far vedere che loro sono bravi, magari per altro...
ma non è così! ok, l'installazione è un po' traumatica...ma se si trova una persona che lo installa, sfido un utenti di basso livello a dire che è difficile...

Nella 'guerra' contro Microsoft non dobbiamo lanciare le bombe a mano senza prendere la mira, altrimenti ci potrebbero tornare indietro...
Riflettiamo e portiamo avanti le nostre idee rispettando quelle degli altri...
imho, è il modo migliore...

a voi la palla!
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keltik
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« Risposta #2 inserita:: Gennaio 27, 2005, 07:07:51 am »

la questione della diffusione di gnu/linux è vecchia quanto il sistema stesso.

non sono tuxer da abbastanza tempo per avere ricordi dei tempi eroici, ma in soli 3/4 anni il pinguino ha avuto una diffusione, un successo (anche commerciale) ed una crescita tecnica a dir poco esponenziali.

si potrebbe dire che ogni fase di sviluppo/diffusione necessita di una massa critica di utenti e aziende per poter essere innescata: è stato così per le prime distribuzioni, per la diffusione di gnu/linux sui servers di tutto il mondo, sui desktop, sui sistemi embedded, ecc...

colossi di dimensioni difficilmente comprensibili come IBM, Intel e la stessa Microsoft negli ultimi anni hanno dovuto fronteggiare questa enorme realtà: chi in un modo chi in un altro hanno cercato di reagire.

da non dimenticare è che multinazioni di questo calibro, per loro stessa natura, hanno una naturale tendenza (retaggio di altri tempi) a chiudere il "prodotto" sia esso un software, un protocollo, ecc...

di fronte alla nascita di GNU prima e di linux in seconda battuta ed al loro via via crescente successo alcune aziende hanno tentato (con alterne fortune) di cavalcare la tigre, mentre altre, dato anche il confronto più diretto, hanno ostacolato in molti modi (non tutti legali, non tutti etici) la diffusione di gnu/linux.

da alcuni anni però si va formando una maggiore coscienza dei problemi etici insiti nell' informatica e questo non può che essere un ottima base per il futuro.
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