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Autore Discussione: Ogni tanto penso.  (Letto 6380 volte)
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perseus
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« inserita:: Aprile 01, 2006, 12:36:02 am »

(liberi pensieri (ovviamente GPL) nati da un po\' di giri per debianizzati.org, raccogliendo talvolta impressioni, talvolta commenti, talvolta sensazioni)

Ogni tanto penso che pensare non fa male. E che anche se il tempo talvolta è tiranno, penso anche quando il tempo non c\'è.
Mi piace pensare che il mio sistema operativo preferito nonchè l\'unico che ho scelto per me, linux, debian, sia un grande passo avanti per il mondo. Un cambio di prospettiva, un modo diverso, fors\'anche anticapitalista, il che, visto dove tira il capitalismo, forse non guasta. Il caro Bill è un modello per il capitalismo \"Tutto mio, solo mio\", e attacca linux in lungo, in largo, e in ogni dove. Non passa giorno che non esca una news che vede microsoft impegnata a spingere per le patenti, a fuddare linux, a pagare multe perchè lo ha fatto contro i principi della pubblicità e quant\'altro. Ma poi mi fermo.

Ogni tanto penso. Dico, sì, linux è una possibile soluzione, un sistema aperto, che propone, anzi impone un modo di vedere le cose che forse non ha precendenti nella storia. E se li ha, non credo così vasti, con così tante persone coinvolte. Ma fino a che punto la gente vuole cambiare? Fino a dove? Ho proposto il 3d \"Cosa ne pensate di...\" proprio mentre pensavo. Ogni tanto penso, sapete. E mi rendo conto di una cosa. Che una parte della gente la pensa diversamente, che è diposta a sacrificare anche un po\' del proprio sacrosanto diritto ad essere libero, come è libera la libertà, per essere COMODO. E\' solo una semplificazione, ma... Nel piccolo si traduce con il: \"Nooo, non installo linux... Troppo complicato, devi smanettarci sopra. Io voglio piantare lì la mia macchina fotografica e vedere saltare fuori la scritta che mi dice cosa fare... Cosa dici? Montare e smontare? Cos\'è devo smontare la macchina fotografica per vedere le immagini su linux? Ma sei scemo? Cosa? Dici che poi le mie immagini sarebbero più al sicuro, e potrei scegliere tra una miriade di software GRATIS di editing grafico, da quello per babbei a quello pressochè professionale? Ma che me ne frega tanto c\'ho fotosciop piratato. Me ne faccio di... Cosa? GIMP? E che è? E\' un nome quello? Sembra un insulto in veneto!\"

Ogni tanto penso... \"Dispongo che la mia libertà venga chiusa tra le quattro mura della comodità, che mi vengano proposte soluzioni ideate da altre persone, a problemi che forse sono creati da altre persone ancora, se non dalle stesse. Dispongo che tutto sia facile, dispongo che meno uso il cervello e più sono disposto a far chiudere la mia libertà, purchè sia comoda.
Ogni tanto penso. Penso a quando leggevo 1984 (Orwell), e lo ritenevo affascinante e poco probabile, a quando ho incontrato Il mondo nuovo (Huxley) e mi sono guardato intorno con spavento. E poi penso a quello che ho pensato.

Ogni tanto penso. E mi infrango contro muri di gomma.
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« Risposta #1 inserita:: Aprile 01, 2006, 01:17:08 am »

Bei pensieri, soprattutto molto correnti e reali!
Tralascio la storia relativa al capitalismo ed al signor Cancelli...

Ma mi soffermo sulla seconda parte... si, è vero, Linux è difficile, ma non così troppo...
in fondo, le persone che inseguono la libertà, sono le persone che hanno voglia di... (fare, imparare, lottare, ...)!
Parlando di sistemi operativi, per me la facilità non è affatto la \'stupida semplicità\' di un ambiente dove ogni volta che faccio qualche cosa appare un fumetto che mi dice cosa fare... la facilità/semplicità è la possibilità di non impazzire perchè c\'è un problema che mi viene tenuto nascosto... ovviamente questo ha un costo, ma non tanto alto... bisogna studiare... bisogna passare dalla logica \"provo e vedo cosa succede\" a quella \"valuto cosa voglio, imparo e lo faccio\"... e, detto tra noi, la cosa non comporta una perdità di tempo così grande... o meglio... è un investimento per il futuro...

un esempio concreto? io ho studiato l\'utilizzo di find...
tu quanto ci metti, da interfaccia grafica, ad avere l\'elenco di tutte le directory presenti nel filesystem? X? bene, io Y << X!
la cosa la si può appliare a tantissime cose... anche non appartenenti al settore informatico...

però, come vedi, la libertà ha un suo costo... e, come hai giustamente detto, non a tutti interessa...
personalmente odio che qualcuno mi dica cosa devo fare e come... ho cambiato... ho fatto un investimento in tempo ed energie ed ho ottenuto quello che volevo...

le persone coi loro bei cd craccati, pensando di avere la libertà di fare quello che vogliono ed aggirare... ma non capiscono che non sono affatto libere... ma in futuro vedranno...
restano di conforto, comunque, le persone (e qui ce ne sono molte) che cercano la loro libertà in tutto... anche nel computer Wink

happy hacking a tutti!
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« Risposta #2 inserita:: Aprile 01, 2006, 01:27:07 am »

Bel post, compilmenti!

\"Io penso ... \" che ogni volta che una persona baratta un pezzo di libertà per una \"promessa\" di sicurezza o di comodità, quella persona faccia un crimine contro se stesso e contro la società.

C\'è un frase bellissima che ho letto per la prima volta in un wallpaper della distribuzione DeMuDi (una debian per musicisti) che tradotta suona pressappoco così:

Citazione

Non c\'è libera espressione senza il controllo degli strumenti che usiamo


(There\'s no free expression without control the tools we use)

Ciao!
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« Risposta #3 inserita:: Aprile 01, 2006, 01:27:52 am »

Beh, non sei l\'unico a pensarla così... La cosa tragica é che questo discorso di delegare la soluzione dei proprio problemi a qualcun altro e vivere quanto più comodamente possibile e senza pensare, non vale solo per la scelta di un sistema operativo! Ma non approfondisco la cosa perché forse sarebbe fuori luogo e poco Debianizzante! Il fatto é che pensare é fuori moda, tutto ciò che esula dalla routin é fuori moda. Quindi la gente preferisce, per esempio, usare un sistema operativo proprietario, che spesso lo costringe all\'uso di un software piratato, piuttosto che uno libero, solo perché é quello più conosciuto, e la gente ha paura di ciò che non conosce. Beh, sto farneticando?
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« Risposta #4 inserita:: Aprile 01, 2006, 04:43:43 am »

beh...filosofia di libertà non è affatto OT... ;-)

in fondo... Debian non è solo software, ma una filosofia!
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« Risposta #5 inserita:: Aprile 01, 2006, 05:01:13 am »

mio fratello ha 12 anni. gli ho messo insieme un PC e glielo tengo in ordine, aggiornato e funzionante: è attaccato alla mia rete e naturalmente c\'è sopra debian.

un giorno scrive una ricerca per la scuola, salva il file su un floppy e lo porta a nostra cugina (piano di sopra) per stamparlo, perchè lui ancora non ha una stampante, ma poi viene da me, perchè lui ha salvato in formato openoffice, e mia cugina ha win xp.

gli dico di salvare in pdf e gli insegno come si fa: torna dalla cugina.

dopo un po\' mi ritorna il floppy con sopra un post-it di mia cugina con scritto \"non funziona. w bill gates\".

quando mi capitano queste cose penso che non ce la possiamo fare, perchè finchè si tratta di dimostrare che il modello americano di businesse non funziona, che unendo le forze di tutti si può costruire qualcosa che rende migliore la vita per tutti, che lottare per conquistare e difendere la libertà è meglio che rincorrere il sogno di brevettare un\'idea miliardaria, su queste cose ho molto da dire, molti argomenti su cui far leva e su cui far riflettere la gente.

invece quando sbatto contro all\'ignoranza e all\'ingenuità della povera gente, che semplicemente *pretende* che il suo computer funzioni, che si aspetta dal computer quello che gli hanno detto che deve aspettarsi, ne\' più ne\' meno, e non si chiede nulla, quelli che \"si lo so che l\'home banking è pericoloso, ma è così comodo... no, il firewall l\'ho fatto togliere da un mio amico perchè non mi andava più emule.. perchè non metti xp anche tu? così risolvi tutti questi problemi di file che non si aprono\", in questi casi mi cadono le braccia e penso che con questa gente non ci sono argomentazioni.

e subito dopo mi arrabbio e penso che se per guidare un\'auto ci vuole la patente, per accendere un PC ci vorrebbe almeno una laurea breve.

poi mi passa. scusate lo sfogo.

il floppy aveva un settore danneggiato e l\'ho buttato, mio fratello è andato a scuola con la ricerca stampata da pdf.

ciao
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« Risposta #6 inserita:: Aprile 01, 2006, 05:25:27 am »

Per iniziare voglio citare proprio perseus, l\'artefice di questa discussione:
Citazione
Dici che poi le mie immagini sarebbero più al sicuro, e potrei scegliere tra una miriade di software GRATIS di editing grafico, da quello per babbei a quello pressochè professionale? Ma che me ne frega tanto c\'ho fotosciop piratato. Me ne faccio di... Cosa? GIMP? E che è?


Non posso essere che d\'accordo con te su sto punto. Vi racconto sta cosa che mi è capitato manco 2 mesi fà. Premesso che studio Informatica alla Federico II di Napoli e che ogni tanto nel tempo libero mi occupo di sviluppo software per conoscenti e amici, che per il loro lavoro hanno bisogno, niente di impegnativo ovvimente. Un giorno mi chiama un conoscente di un mio amico personale e mi dice: \"senti avrei bisogno di un programma per la gestione degli ordini verso determinate ditte ecc.\". Bene dico io e gli presento varie possibili soluzioni, dal programmino che salva su file con interfaccia minimale, a una pagina web interfacciata con un db mysql ecc. cose classiche insomma. A un certo punto lui mi fa \"a me il programma serve in exel!\" ed io \"cioè?\"
E lui ancora no devi sapere che le mie 3 segretarie, avete capito bene 3, sanno usare solo exel fa lui, e aggiunge pensa che anche le lettere le scriviamo in exel! e io ho fatto sta faccia + o - :blink:
Al che dico, ma sa io non è che conosca bene exel 2003 mi spiace, non lo uso + da quello 97, mi spiace ma non so bene come funzionino macro e vbscript ecc. io adopero una suite da ufficio gratuita (e gli parlo di openoffice) e lui stupitevi mi dice: \"ma come, non lo puoi scaricare da internet lo fanno tutti anzi se mi dai qualche giorno te lo procuro io da qualche amico\"......:S
Io gli dico vabbe senta non è questo il punto, cmq se vuole posso farglielo in questo modo se no mi spiace passo.
Cosa avrei dovuto dirgli? Sarebbe stato tutto inutile purtroppo, ecco il famoso muro di gomma.

Il problema è quindi non quello che si trova la roba piratata o cmq la puoi prendere da internet ecc, il problema giù da me e che c\'è sopratutto molta \"ignoranza\" in questo tipo di campo. Per quanto ti puoi sofrzare e impegnarti ste cose succedono sempre. Pensa che all\'univ, facevamo lab si Sistemi Operativi, sotto shell linux ovviamente, una volta una mia amica mi disse: \"senti ho compilato con gcc e non mi ha dato errori l\'unica cosa e che non trovo il programma.exe che ho creato per lanciarlo, e poi senza il click del mouse non so come farlo!\". Questi sono gli informatici del nuovo millennio!

Fatti due conti. Ciao Wink
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« Risposta #7 inserita:: Aprile 01, 2006, 06:28:49 pm »

Mamma mia ragazzi! Due pensieri stanchi e devo dire, ad una rilettura più attenta, esposti un po\' acrobaticamente, hanno suscitato molto più interesse di quello che mi sarei mai aspettato.

In effetti (maxer) la mia riflessione partiva da linux, anzi no, dal mondo dell\'open source, cioè il concetto più ampio, il pensiero, la filosofia se vogliamo. L\'analisuccia capitali/bill/fud altro non è una considerazione di come di fatto il modello economico open source sia sostanzialmente diverso dal capitalismo in cui viviamo. La mia era una premessa dunque. Essendo il capitalismo il modello economico in cui viviamo, ed essendo l\'open source un \"nuovo\", e possibile modello economico in contrasto con quest\'ultimo, ed essendo il modello economico un \"animatore\" di modelli sociali... Ed ecco che l\'open source pone un paletto.
Nel bene e nel male l\'open source comporta la RESPONSABILITA\' da parte di chi lo usa.
In una società (comunque influenzata dal modello economico in cui si trova) in cui la tendenza è diciamo simpaticamente \"l\'impigrimento culturale e critico\". Talvolta guardandosi intorno direi più che impigrimento... SONNO.

Bene. Ecco linux! Cavoli. Non è solo un sistema operativo. E\' tante cose, tantissime cose, tutte insieme. E\' un modo di pensare, di vedere l\'economia, di vivere. Comporta il mutamento di alcune delle regole sociali di oggi. CONDIVISIONE. Sì. Ma non del film in DVD o del sigolo appena uscito. No! Di CONOSCENZA. Di capacità. Un concetto che va oltre. Un po\' di tempo fa ho letto che alcune università stavano iniziando ad applicare il modello open source all\'architettura. Uno sviluppo decentrato, collettivo, ma soprattutto APERTO. Pensate se alla scienza, alla ricerca venisse applicato questo modello. Scopro una cosa, e non me la tengo per me, per poi magari venderla. Nooo. La condivido con tutti! E\' direi palese che non ci sarebbe più spionaggio tra i vari laboratori per carpire il procedimento, piuttosto che il macchinario ecc. Pensate uno sviluppo del genere applicato al mondo di oggi. Mi sembra evidente che se l\'occidente inventa delle cose, di cui il terzo mondo ha bisogno... Gliele vende!
Ma se queste invenzioni fossero aperte...

Ecco infine il \"risveglio\" culturale. Dipendente, a mio personalissimo avviso, da un preventivo cambiamento della società. Una riapertura. E\' ovvio che un mondo del genere è un mondo ideale. Nessun uomo di potere ha interessi in un mondo del genere. Un mondo in cui la gente è critica, e attiva. E\' molto più facile controllare un gruppo di pecore che un branco di lupi. No?

Quale ruolo ha linux da questo punto di vista? Io direi il ruolo di protagonista. Certo come giustamente dice tindal è più facile abbassare di 100 metri una montagna con una pala che cambiare la testa alla gente. W bill gates! BELLISSIMA! Mi sono spanciato! Forse tu ti sei incavolato, ma se ci pensi fà un po\' ridere.
Fino ad oggi però, chiunque io abbia fatto provare linux ha avuto, normale, un periodo di adattamento, ma poi non è più tornato indietro. Come la GPL, che è una licenza \"virale\", linux è un \"virus\" che si insinua lentamente, nel modo di operare, di pensare, ed infine di agire. Chi vi si sottopone per un po\' non riesce più ad adattarsi alla chiusura. Pensate solo alla customizzazione delle interfacce grafiche. Con win lo fai, si, ma non come con linux, e 9/10 devi pagare per farlo. Basta guardare karamba, e le applets di gnome e quant\'altro per capirlo. Anche XP, se non paghi o non cracchi, se le sogna \'ste cose.

Ecco dunque la possibile equazione. Linux -> Mentalità aperta -> Apertura -> Modello economico aperto -> Società aperta.

Mancano molti passaggi, sicuramente. Di scontati e di imprevedibili.

Il sunto è. Se vogliamo fare una buona cosa... Facciamo conoscere linux a tutti!

Ti ho trovato il nesso linux-società metaldaze? (scherzo, è ovvio che ne hai uno anche tu)

Tindal. Ascolta me. Piglia il pc di tua cugina. Le modifichi il bios che avvii solo da CD. Mamma mia non funziona più il PC! Te ne arrivi tu. \"Ghe penso mi. Con linux ti risolvo tutto!\" E dentro gli sbatti un bel knoppix!
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« Risposta #8 inserita:: Aprile 01, 2006, 11:19:33 pm »

perseus ha scritto:
Citazione
[cut]Bene. Ecco linux! Cavoli. Non è solo un sistema operativo. E\' tante cose, tantissime cose, tutte insieme. E\' un modo di pensare, di vedere l\'economia, di vivere. Comporta il mutamento di alcune delle regole sociali di oggi. CONDIVISIONE. Sì. Ma non del film in DVD o del sigolo appena uscito. No! Di CONOSCENZA. Di capacità. Un concetto che va oltre. Un po\' di tempo fa ho letto che alcune università stavano iniziando ad applicare il modello open source all\'architettura. Uno sviluppo decentrato, collettivo, ma soprattutto APERTO. Pensate se alla scienza, alla ricerca venisse applicato questo modello. Scopro una cosa, e non me la tengo per me, per poi magari venderla. Nooo. La condivido con tutti! E\' direi palese che non ci sarebbe più spionaggio tra i vari laboratori per carpire il procedimento, piuttosto che il macchinario ecc. Pensate uno sviluppo del genere applicato al mondo di oggi. Mi sembra evidente che se l\'occidente inventa delle cose, di cui il terzo mondo ha bisogno... Gliele vende!
Ma se queste invenzioni fossero aperte...


La questione della condivisione della conscenza non è certo una novità in ambito scientifico. E\' il fondamento stesso della scienza moderna, lo stesso Isaac Newton (non certo uno uno qualunque):

Citazione
“Se ho visto più lontano, è perché stavo sulle spalle di gigantiâ€


Il progresso scientifico è basato sulla condivisione della conoscenza, è stato sempre così. Ed è ancora così per la \"ricerca di base\". Se uno pubblica dei risultati deve necessariamente pubblicare tutti i dettagli affinchè l\'esperimento possa essere riprodotto in altri laboratori, altrimenti quel lavoro non ha alcun valore scientifico. Parlando invece di scienze applicate, si cerca di brevettare il più possibile qualsisasi tecnologia per difendere il diritto di esclusiva sullo \"sfruttamento economico\".

Inutile dire che in ambito software la pretesa di avere brevetti è ridicola (sia come concetto, che per la banalità mostruosa delle cose brevettate in quest\'ambito).

Per quanto mi riguarda ho sempre visto il software libero come la normale applicazione del pensiero scientifico al software.


Ciao!
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« Risposta #9 inserita:: Aprile 02, 2006, 06:42:54 am »

The_Noise ha scritto:
Citazione
Il progresso scientifico è basato sulla condivisione della conoscenza, è stato sempre così. Ed è ancora così per la \"ricerca di base\". Se uno pubblica dei risultati deve necessariamente pubblicare tutti i dettagli affinchè l\'esperimento possa essere riprodotto in altri laboratori, altrimenti quel lavoro non ha alcun valore scientifico.


purtroppo non è sempre così.
è vero che in ambito universitario le esperienze pubblicate risultano di fatto condivise, ma moltissime ricerche, anche \"di base\" vengono portate avanti da, o per conto di aziende, e in questo caso si è legati, anche in ambito universitario, al segreto industriale.

ti posso citare un esempio relativamente recente ed eclatante: un tale di nome nakamura, ingegnere di una ditta giapponese semisconosciuta, lavorando 16-17 ore al giorno in condizioni spaventose (dice che più volte è dovuto fuggire dal laboratorio a causa dei vapori tossici) ha trovato il modo di fabbricare dei led blu.

per chi non si rendesse conto dell\'importanza della scoperta, vi dico che sony, philips, e anche tutti gli altri grandi nomi dell\'industria tecnologica tutt\'oggi non son in grado di produrre led blu di quella qualità, e che un laser a led blu, avendo lunghezza d\'onda inferiore a tutti gli altri esistenti, è in grado di risolvere fori molto più piccoli sui dispositivi ottici, e questo significa che presto vedremo i primi dischi ottici da 30-40 GB.

naturalmente questa è solo una delle infinite applicazioni di questi led.

ora, nakamura si è licenziato dalla ditta per cui lavorava (che invece ha più che quadruplicato il suo fatturato) e adesso fa il ricercatore all\'università: per paura di questioni legali si occupa di tutt\'altro.

il procedimento per la fabbricazione dei led blu è un segreto industriale, e finchè non verrà scoperto da qualcun altro per il mondo scientifico sarà come se non fosse mai stato scoperto.

però penso questo: un giorno capiterà che un ricercatore scoprirà qualcosa di fondamentale per l\'industria tecnologica (per esempio il modo di fare un processore quantico), e deciderà di usare una licenza come la GPL per la sua invenzione: allora vedremo l\'industria cambiare.

ciao
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« Risposta #10 inserita:: Aprile 02, 2006, 02:26:04 pm »

Sono d\'accordo praticamente in tutto tranne sul fatto che Linux e\' difficile.
Questo poteva essere vero un po di tempo fa, ora chiunque puo prenderlo e installarlo senza troppe difficolta. Io stesso l\'ho consigliato a persone non-smanettone e ne sono entusiaste Smiley
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« Risposta #11 inserita:: Aprile 02, 2006, 06:26:11 pm »

tindal ha scritto:
[cut]
purtroppo non è sempre così.
è vero che in ambito universitario le esperienze pubblicate risultano di fatto condivise, ma moltissime ricerche, anche \"di base\" vengono portate avanti da, o per conto di aziende, e in questo caso si è legati, anche in ambito universitario, al segreto industriale.

ti posso citare un esempio
[cut]
[/quote]

Siamo daccordo Smiley. Io per ricerca di base non intendevo ricerca in ambito universitario, ma ricerca sulla scienza di base non immediatamente legata ad applicazioni tecnologiche.

Il punto che volevo esprimere è che semplicemente da secoli la condivisione della conoscienza è alla base dello sviluppo della scienza, e solo negli ultimi decenni si sono create delle abberrazioni per cui i soldi sono più importabti della libertà delle informazioni (le aberrazioni sono infatti più forti dove ci sono più soldi in ballo). E invece c\'è l\'opinione diffusa che sia sempre stato così, e che addirittura sia giusto.


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« Risposta #12 inserita:: Aprile 02, 2006, 06:40:51 pm »

Bedo ha scritto:
Citazione
Sono d\'accordo praticamente in tutto tranne sul fatto che Linux e\' difficile.
Questo poteva essere vero un po di tempo fa, ora chiunque puo prenderlo e installarlo senza troppe difficolta. Io stesso l\'ho consigliato a persone non-smanettone e ne sono entusiaste Smiley


E\' vero quello che dici.

Dalla mia esperienza comunque, linux può essere semplice quanto vuoi, può essere anche più semplice (e lo è se l\'hardware è ben supportato), ma il passaggio implica sempre un nuovo adattamento, un piccolo/grande cabio di mentalità, che non può essere imposto, ma deve essere spontaneo.

Insomma se uno massa a linux deve avere delle forti motivazioni, siano queste voglia di smanettare/conoscere (o semplicemente di farsi figo con gli amici), insoddisfazione sul vecchio sistema, o sensibilità alle tematiche legate a libertà e privacy.

L\'utente medio, non ha nessuna di queste motivazioni: non gliene frega di smanettare, appena il pc ha problemi lo fa re-installare dal tecnico/amico, e non ha la più pallida idea di cosa sia la libertà nel mondo digitale. E, ovviamente, non passerà mai al software libero. La mera motivazione economica non basta in ambito domestico, e d\'altronde sappiamo benissimo che non è una questione di soldi.

Serve dunque opera di sensibilizzazione, ma il nostro potere di penetrazione è piccolo rispetto ai mass-media.

Il problema ancor più grosso è che con tutta questa ignoranza diffusa finisce per precludere l\'utilizzo di software libero in settori strategici e di pubblico interesse dove i vantaggi economici e sociali sarebbero enormi.

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« Risposta #13 inserita:: Aprile 02, 2006, 08:22:41 pm »

Ciao a tutti mi piace molto questa discussione!
Vorrei fare un commento a proposito della capacità di \"penetrazione dei media\": secondo me la cosa più pazzesca, ma nello stesso tempo geniale che è stata fatta è fare n modo che la gente identifichi un pc con Micorsoft. Forse per persone che hanno a che fare strettamente con l\'ambiente informatico non è così, ma lo è per la restante parte! Insomma è come se non potesse esistere un pc senza quella scrittina start in basso.

A proposito del muro di gomma, mi porto un esempio che mi fa molto arrabbiare davvero: io lavoro una software house, ebbene ci sono persone che lavorano in java con eclipse, tomcat, ecc allora dico invece che delle belle licenze win non si potrebbe usare linux? Ovviamente discutere non serve a nulla. Quante volte mi sono sentito dire anche in questo ambiente \"se devo scegliere lo faccio con MS\"!
Ad una presentazione di un portale a cui avevo lavorato un mio superiore ha detto: \"ovviamente funziona solo con internet explorer\".... qui mi spiace ma sono intervenuto e ho detto che non era vero, e ho fatto pure una prova; ma scherziamo? Ci ho pure perso del mio tempo perchè funzionasse anche su mozilla!
Ecco queste cose sono ancora peggio dell\'utente medio, il quale magari è un grande avvocato o medico, e non si può pretendere che sappia molto di computer, perchè ha già grossi problemi da risolvere.

E\' come una totale mancanza di fiducia, di credere che si possano usare strade alternative, non so sinceramente cosa sia; quello che so è che non va bene.
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« Risposta #14 inserita:: Aprile 11, 2006, 05:28:24 pm »

Provoco!

11/4/2006: Cosa dicevo a proposito del non pensare?

Citazione
Ogni tanto penso... \"Dispongo che la mia libertà venga chiusa tra le quattro mura della comodità, che mi vengano proposte soluzioni ideate da altre persone, a problemi che forse sono creati da altre persone ancora, se non dalle stesse. Dispongo che tutto sia facile, dispongo che meno uso il cervello e più sono disposto a far chiudere la mia libertà, purchè sia comoda.


Post modificato da: perseus, alle: 11/04/2006 11:29
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