Mi ricordi una cosa che ho letto su un libro: "Vola, Condor vola!"
cosa? /me curioso!
Probabilmente per queste 'aziende' è facile vincere un eventuale bando, visto che, come dici tu, i loro profitti sono generato da un commerci secondario...
mi chiedo come mai non ci sia un organo/associazione che controlli queste cose..
vedi, multinazionali come Monsanto hanno dato vita a quegli organismi che dovrebbero vigilare su queste cose: è come chiedere alla NATO di vigilare sulla politica estera degli USA.
per fortuna ogni tanto arrivano, e generano riflessioni...
in realtà queste notizie sono pubbliche, come lo sono i bilanci delle multinazionali, ecc... il problema, almeno per come la vedo io semmai è: come fare a vagliare tutte le notizie e verificarle personalmente? oggigiorno l' informazione è business:
- ci voglio soldi (tanti) per fornirla ad alto livello;
- genera un potere enorme, sia economico che informativo.
Qui sta il nocciolo della questione (chi ricorda il film "Quarto Potere" di O.Wells ?).
"Se il mondo fosse OpenSource, sarebbe migliore: tutti lavorerebbero per migliorare quello che c'è, senza paure, e non ci sarebbero "segreti" che spesso causano "casini"..."
verissimo caro Maxer! a questo proposito consiglio due scritti (per chi non li conoscesse) di Eric Raymond e leggibili dal web di Openpress / ApogeoOnLine:
La Cattedrale e il Bazaar (lo sviluppo cooperativo)
Colonizzare la Noosfera (l'economia del dono)
Raymond ha secondo me alcuni difetti di fondo nel suo impianto logico, ma in questo caso le sue avanguardistiche (per l'epoca) speculazioni su hacking ed enonomia hanno tracciato un profondissimo solco nell' etica hacker. Ritengo questi due "saggi" una lettura imprescindibile per chiunque voglia approcciare l' etica hacker senza pregiudizi di sorta.
Happy hacking.