Sono d'accordo sulla improbabilità della chiusura di un simile progetto.
Però ho una mia preoccupazione che si accompagna ai continui rumori causati anche dai titolati di turno. Alludo alle persone che lavorano in contesti aziendali su sistemi *nix, ma anche a resposabili e leader di progetto che rilasciano interviste.
Per capirci, possiamo verificare come i sedicenti primi commentino le interviste fatte ai secondi e pubblicate in rete.
Provo a spiegarmi:
Debian è il primo progetto di distribuzione di FS che si impegna con il pubblico a rispettarne i principi e spinge in piena indipendenza da un logica di profitto verso risultati di eccellenza.
Adesso però, se da una parte la "venerabilità " attribuita a Debian da chi ne deriva il proprio brand (perdendo la compatibilità binaria) mi sembra irrazionale, trovo perverso che si stia dipingendo Debian come allo sbando o peggio.
Leggo sempre più affermazioni fatte da persone che lavorerebbero con Linux e che arrivano a definire degli sviluppatori volontari come dei dilettanti troppo importanti.
Addirittura i bug di gennaio e di un mese fa facevano concludere a molti espertoni che Debian fosse insicura.
Se Debian è così diffusa in ambito server (IMO) è perché ha sempre avuto una politica di sviluppo che privilegiava delle configurazioni intelligenti e duttili e con lo sviluppo di tool testuali che ogni bravo admin avrebbe sognato poter fare.
Insomma, voglio soltanto dire che basterebbe conoscerne un po' la tradizione per rispettarla, invece il mondo ha plasmato schiere di bravi tecnici convinti che l'affidabilità , la serietà ed il merito sia testimoniata solo dalla sopravvivenza al libero mercato e dalla crescita del volume di affari.
Purtroppo ogni giovane lavoratore oggi è stato convinto che deve contare solo su se stesso in mezzo alle ostilità di una legge naturale.
Inoltre si parla oramai di produttività in tutte le salse con una mentalità da industrialotto dell'800 che legge testi di economia del secolo precedente prima di dormire (mentre la moglie cerca i particolari sconci della Genesi).
Quindi ci si identifica con le imprese. Adesso non è considerato uno scandalo che una associazione di industriali ricatti le libere istituzioni democratiche, e nemmeno che proporsi almeno retoricamente di applicare la costituzione sia necessario per un parlamentare.
Nella logica di questo mondo chi apprezza una cosa come il contratto sociale di Debian (pensate alla faccenda di Firefox) se non è un pericoloso terrorista al più potrebbe essere utile nel riciclare PC per quelli che i testi ufficiali comiciano a chiamare "stranieri".
Per carità , nonostante questo quadro fosco, Debian pare apprezzata da molti tecnici... racconto però una mia piccola vicenda (da non tecnico).
Durante un colloquio con un consulente aziendale, mi veniva continuamente ribadito che "un azienda non può non andare dove va il mercato". Parlando di skills e solite cose finimmo a discutere di Linux (vabbé lasciamo stare

). Ebbene lui riteneva quanto segue e si basava su questi fatti:
1) Linux è più difficile.
2) Un azienda non ci si può affidare perché non potrebbe utilizzare il miglior software di produttività .
3) Le utili conoscenze di Linux si trovano solo fra pochi guru che lavorano dove ci sono molti server e cluster, anche per la grazia del porting di Oracle.
3) MS SQLServer ha superato in diffusione MySQL ed Apache sta per cedere: resta soltanto Apache e Linux è solo web.
4) Nelle università ancora si resiste per motivi politici, lì ancora si vede qualcosa di filosofico come Debian (gesto della mano che gira accanto alla testa).
5) Chi garantisce degli esperti? Al più ci si può affidare a RedHat ed ai suoi ingegneri (sorriso).
Questi 5 punti non andrebbero (solo) discussi come veri o falsi. La cosa a mio avviso cruciale è che 'sto profeta si basa su queste informazioni per campare consigliando a dei soggetti come sfuggire ad curiosa legge naturale: "se non diventi più ricco di così sei tecnicamente morto".
Se l'abolizione della prigione per debiti è oggi ricordata come un passo avanti della civiltà , cosa si dirà domani del falso in bilancio, dell'agiotaggio e del concorso in associazione? Semplicemente, amministratatori discreti, broker premurosi ed investitori idealisti non devono temere più per il loro coraggio di imprenditori. Il mio non è "odio di classe" (e dunque spero che non offenda), ma una spiegazione iperbolica di come un progetto tecnico-sociale senza proprietari e profitti dovrebbe marginalizzarsi per fare posto alla "normalità " di un epoca. Unix, GNU, Linux, Debian ... sono cose (soprattutto americane) che hanno il piede d'appoggio ai tempi della guerra fredda. Se il CEO di Mandriva stringe la mano a qualche politico africano, Gates viene ricevuto nei paesi UE con gli onori di un capo di stato (e non certo nel senso di un primo cittadino).
Penso quindi che ci sia in giro una voglia di sentenza di "morte tecnica" basata sulla preferenza che le alternative non ci siano. Potrebbe (come il puro marketing) prescindere da qualsiasi aspetto veramente qualitativo del progetto, ma preludere ad una involuzione anche qualitativa.
Io spero tutt'altro.
E' possibile pensare che gli altri non capiscano le alternative. ma in realtà spesso le alternative non le si vuole, perché nemmeno le si spera.
Per sapere come vanno davvero le cose, ci vorrebbe qualcosa in più del
popularity-contest.