@ xtow:
Cito dalla pagina che hai indicato
It remembers which packages you deliberately installed and which packages were pulled in through dependencies; the latter packages are automatically de-installed by aptitude when they are no longer needed by any deliberately installed packages. It has advanced package-filtering features but these can be difficult to configure
Onestamente non credo che si possa limitare aptitude, così come dselect, a semplice interfaccia. Nell\'utilizzare entrambi mi rendo conto che la semplice operazione di disinstallazione, o installazione di un pacchetto con problemi nelle dipendenze danno risultati anche non poco diversi.
Credo quindi che tra il front end, e i comandi passati ad apt da aptitude o dselect ci siano passaggi e decisioni altrimenti lasciate agli utenti.
Esempio importante è l\'utilizzo dei soli dpkg e apt, senza questi front-end. A volte lo preferisco, proprio perché le decisioni nel mezzo sono ridotte al minimo. Differenze mi sembra di averne riscontrate parecchie.
@kaiowas:
aptitude può aiutare moltissimo, soprattutto chi ha sid, perché ha una grande capacità di proporre soluzioni quando si presentano problemi di dipendenze. Dselect se incontra problemi disinstalla o installa tutto quello che
serve a terminare l\'azione indicata. E basta.
Aptitude, quando sorgono problemi (tipicamente in sid) prova ad aggirare in vari modi i problemi, consentendo di scegliere tra tutte le opzioni che gli si presentano come possibili. Questo apt e dselect non lo concepiscono; di fronte a una richiesta, operano, univocamente.
Aptitude, si rende conto (non so come!... :-( ) di più soluzioni possibili, quelle che prima bisognava attuare usando dpkg a mano, magari fornzando qualche passaggio.
In questo è molto più evoluto.
Va da sé che il suo utilizzo a un buon livello richiede più esperienza che il dselect. Credo però che il ritorno in elasticità (ripeto, credo soprattutto per chi usa sid, ma posso sbagliare!) sia non trascurabile!
GipPasso.