O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Notizie ed iniziative relative a Debian e al Software Libero

Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda ferdybassi » 27/09/2013, 15:16

vioma ha scritto:Essenzialmente oggi tutto è basato sull'accentramento dei servizi e delle risorse in pochissime multinazionali che tra poco non avranno più nulla da vendere a nessuno, sia perchè nessuno potrà acquistare qualcosa senza denaro (recessione irreversibile che nessuno dichiara chiaramente), sia perchè i prodotti che vengono venduti sono essi stessi diventati inutili, costosi e poco pratici. Questi enormi contenitori di denaro che sfociano in enormi fornaci di potere, ormai controllano il mondo intero, le banche e tutto ciò che da esse viene controllato. Arrivando al punto, alcune di queste ultime, a stampare le monete stesse che vengono utilizzate all'interno degli stati, per rivenderle. Alimentare queste elefantiache multinazionali, in testa chi gestisce sistemi operativi e altro, ecquivale a rendere ancora più sterile l'economia già pesantemente messa a dura prova. Tanto per chiarezza i patrimoni di queste multinazionali gesticono patrimoni così grandi da influenzare l'andamento economico e politico di interi continenti. Le banche che gestiscono questi enormi patrimoni, per farli fruttare, influenzano pesantemente la vita di tutti noi.

Secondo me non è così; se partite da questo presupposto significa che non avete ben chiaro come girano le PA.
Tanto per farti un esempio: il fantomatico accentramento che dici tu non c'è, tant'è che il MIUR ha abbandonato il progetto ScuolaMia (un mega portalone per tutte le scuole, dove mettere registri elettronici, pagelle on-line, comunicazioni con i genitori, etc...) e ha invitato le scuole a dotarsi di un proprio sistema gestionale che garantisca tutto questo, sottoscrivendo un protocollo di intesa con ASSOSCUOLE, che è l'associazione dei produttori di software per le scuole.
Ci sarebbe tanto altro da dire, ma basta questo (Le conferenze iniziano difatti con un riassunto che tratta di economia mondiale e egemonia economica delle multinazionali) per capire che il problema non è utilizzare l'Open Source perchè bello, ma perche utilizzando un prodotto realizzato in comunione dall'umanità per l'umanità crea un cerchio virtuoso altrimenti impossibile. Un sistema in cui tutti possono partecipare per condividere il lavoro con tutti, realizzando un sistema di guadagno limitato solo dalla fantasia di ciascuno di noi.

Io ti ammiro, davvero, ma se inizi una conferenza così, i pochi sindaci e i pochi dirigenti scolastici presenti inizieranno subito a tirarti uova marce... credimi...
In prima analisi stiamo cercando di consigliare progetti sperimentali che vedono impiegati terminali open a partire dal sistema operativo, a tutte quelle postazioni operative che vedono l'impiego di software di "sopravvivenza". Postazioni che utilizzano esclusivamente un brouser, un programma per inviare e ricevere email, un programma tipo office e poco altro. Vi garantisco che la moltitudine di terminali e impiegati esistenti nel pubblico impiego, sono di questo tipo.

No, ce ne sono pochissime.
Oggi sono andato in una scuola superiore per sistemare alcune cose. In segreteria hanno 22 postazioni. In 21 di queste c'è almeno un software problematico, che sia quello dell'orario scolastico, quello per mandare i flussi della didattica, quello per le paghe, quello per l'IRAP, quello per l'OIL, etc...
E' da qui che devi partire, altrimenti Linux sarà sempre relegato a "quella strana macchina nell'angolo, dove puoi andare in internet senza prendere virus"...

PS: ti ringrazio per aver ignorato la mia provocazione e per aver mantenuto la discussione su toni civili. Sei stato più in gamba di me e credo che da questo thread possano venir fuori spunti interessanti...

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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda ferdybassi » 27/09/2013, 15:26

wtf ha scritto:Mi pare che il primo obiettivo di un'associazione di quel tipo debba necessariamente essere la realizzazione di uno studio che fotografi dettagliatamente lo stato attuale delle cose. Solo dopo aver fatto questo si può cominciare a definire un piano di proposte a breve, medio e lungo termine.

Porc... al posto dei mille post che ho scritto, bastava metterci questa frase :) :) :)

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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda ferdybassi » 27/09/2013, 16:58

Stemby ha scritto:Scusa se insisto, ma, sebbene giustamente non vi ritroviate nella definizione b., tuttavia la definizione a. come anche la d. del dizionario Treccani sono assolutamente calzanti.

Per me anche questo thread è "fare politica" :) :)

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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda razor » 27/09/2013, 17:06

Belle domande.


Modestamente quando si tratta di fare domande sono un professionista :D

Le risposte sono state molto migliori delle domande, ed hanno confermato la situazione che avevo in mente ponendole; il fatto è che io "immaginavo" le cose stessero così, tu le conosci per esperienza. Grazie.
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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda marcomg » 27/09/2013, 17:11

vioma ha scritto:La scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica; le norme, i principî, le regole della p.; scrivere, trattare, discutere di politica. Più concretam., l’attività svolta per il governo di uno stato, il modo di governare, l’insieme dei provvedimenti con cui si cerca di raggiungere determinati fini, sia per ciò che riguarda i problemi di carattere interno (p. interna), sia per ciò che riguarda le relazioni con altri stati (p. estera, p. internazionale).
La nostra comunità non si sostituisce o fa parte di questa definizione in senso stretto, ma la affianca promuovendo la conoscenza di quanto in essa trattato.

Quindi fa politica ;D la definizione che hai inserito è parziale e marginale. Come dire che il termine atopia è una malattia e basta.
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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda vioma » 28/09/2013, 8:09

Secondo me non è così; se partite da questo presupposto significa che non avete ben chiaro come girano le PA.
Tanto per farti un esempio: il fantomatico accentramento che dici tu non c'è, tant'è che il MIUR ha abbandonato il progetto ScuolaMia (un mega portalone per tutte le scuole, dove mettere registri elettronici, pagelle on-line, comunicazioni con i genitori, etc...) e ha invitato le scuole a dotarsi di un proprio sistema gestionale che garantisca tutto questo, sottoscrivendo un protocollo di intesa con ASSOSCUOLE, che è l'associazione dei produttori di software per le scuole.

Premesso che non capisco perchè mi state dando addosso, gradirei che si capisse ciò che scrivo.
Non parlavo di accentramenti di potere delle PA, ma di accentramenti di potere in generale.
Multinazionali della PA in italia ce ne sono pochissime, non siamo mica nell'europa dell'est di 30 anni fa.
Parlavo di multinazionali in genere.

Io ti ammiro, davvero, ma se inizi una conferenza così, i pochi sindaci e i pochi dirigenti scolastici presenti inizieranno subito a tirarti uova marce... credimi...

Hai esperienze di conferenze?
Perchè se è così vorrei, se vuoi, condividere la tua saccenza.
Di conferenze ne faccio una 20a annuali, soprattutto in materia di economia comparata globale e fino ad ora nessun amministratore pubblico mi ha tirato uova (me le hanno offerte sulle tartine)
Il fatto che tra non molto le multinazionali che trattano energia elettrica si dovranno dedicare alla coltivazione delle margherite non lo dico io, è un fatto e purtroppo non può essere controvertibile. Gli enormi capitali detenuti da queste multinazionali attualmente non possono essere reinvestiti è per questo che non riuscendo la politica statale a favorirle con delle leggi ordinari, come fino ad ora ha fatto, sta mettendo mano alla costituzione.
Come vedi il problema parte da molto più lontano.
Quando parliamo agli amministratori di orti sociali, di strategia rifiuti zero e di open source, ti garantisco che sono molto attenti e mi chiedono consigli su come poter operare (attualmente abbiamo 8 piani di studio).

No, ce ne sono pochissime.
Oggi sono andato in una scuola superiore per sistemare alcune cose. In segreteria hanno 22 postazioni. In 21 di queste c'è almeno un software problematico, che sia quello dell'orario scolastico, quello per mandare i flussi della didattica, quello per le paghe, quello per l'IRAP, quello per l'OIL, etc...
E' da qui che devi partire, altrimenti Linux sarà sempre relegato a "quella strana macchina nell'angolo, dove puoi andare in internet senza prendere virus"...
PS: ti ringrazio per aver ignorato la mia provocazione e per aver mantenuto la discussione su toni civili. Sei stato più in gamba di me e credo che da questo thread possano venir fuori spunti interessanti...


La pubblica amministrazione non è composta solo da scuole, dove per altro mi scontro giornalmente e dove diversi terminali, in via sperimentale, hanno già migrato verso l'open source (che non è solo sistema operativo ma anche Libre Office e progetto Mozilla per esempio). Vedi per esempio la provincia di Bolzano e il progetto Umbia OS.
Nel solo comune di Catania ci sono 212 terminali di questo tipo.
Dalle ultime stime che stiamo stilando in parlamento, ne contiamo 112.000 e non siamo neanche a metà, senza considerare quelli che sfuggono al controllo.
Non so le tue fonti, ma delle mie sono certo.

La migrazione verso sistemi Open Source non è una scelta consigliata, ma una strada obbligata.
Tra non molto lo zio Bill & C., dovranno dedicarsi ad altro tipo di investimento.
Anche questo non lo dico io, ma è un fatto acclarato.
Ultima modifica di vioma il 28/09/2013, 8:25, modificato 1 volta in totale.
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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda vioma » 28/09/2013, 8:24

marcomg ha scritto:
vioma ha scritto:La scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello stato e la direzione della vita pubblica; le norme, i principî, le regole della p.; scrivere, trattare, discutere di politica. Più concretam., l’attività svolta per il governo di uno stato, il modo di governare, l’insieme dei provvedimenti con cui si cerca di raggiungere determinati fini, sia per ciò che riguarda i problemi di carattere interno (p. interna), sia per ciò che riguarda le relazioni con altri stati (p. estera, p. internazionale).
La nostra comunità non si sostituisce o fa parte di questa definizione in senso stretto, ma la affianca promuovendo la conoscenza di quanto in essa trattato.

Quindi fa politica ;D la definizione che hai inserito è parziale e marginale. Come dire che il termine atopia è una malattia e basta.


La definizione che ho inserito, non è mia, ma del più autorevole vocabolario presente nel panorama italiano.
La parola proviene da una sua primitiva definizione che non può essere fraintesa.
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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda Stemby » 28/09/2013, 11:29

vioma ha scritto:La definizione che ho inserito, non è mia, ma del più autorevole vocabolario presente nel panorama italiano.

Una delle tante definizioni presenti in quel dizionario (la b.). Come già scritto, la definizione a. e d. invece dimostrano che stai usando un termine improprio.

La parola proviene da una sua primitiva definizione che non può essere fraintesa.

Non è un problema di fraintendimento ("apolitico" non può essere frainteso): è un problema di utilizzo di un vocabolo nel contesto sbagliato.

Comunque non insisto ulteriormente: vedo che è inutile, ed è solo la vostra associazione a rendersi ridicola presentandosi in questo modo...
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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda ferdybassi » 28/09/2013, 11:55

vioma ha scritto:Premesso che non capisco perchè mi state dando addosso, gradirei che si capisse ciò che scrivo.
Non parlavo di accentramenti di potere delle PA, ma di accentramenti di potere in generale.
Multinazionali della PA in italia ce ne sono pochissime, non siamo mica nell'europa dell'est di 30 anni fa.
Parlavo di multinazionali in genere.

Nessuno ti sta dando addosso. Ti ho detto che nella PA non è così perchè l'OGGETTO DI QUESTO THREAD si chiama "O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione".
Se adesso hai scelto di parlare di margherite, accentramenti di potere, multinazionali e altre sproloquiate varie sei libero di farlo, ma:
1) fai sapere anche a noi che hai cambiato argomento, perchè non possiamo leggerti nel pensiero
2) non ti offendere se cerchiamo di restare in tema

Hai esperienze di conferenze?
Perchè se è così vorrei, se vuoi, condividere la tua saccenza.

Non è saccenza. Qui si parla di PA e stavo cercando di descrivere la realtà delle PA lombarde (Lodi, Milano, Monza, Brescia).
Di conferenze ne faccio una 20a annuali, soprattutto in materia di economia comparata globale e fino ad ora nessun amministratore pubblico mi ha tirato uova (me le hanno offerte sulle tartine)

Se capiti a Milano o dintorni fammelo sapere, che ci verrei volentieri ad ascoltarti, detto seriamente, senza ironia.
Le tartine te le lascio, se vuoi :)
Il fatto che tra non molto le multinazionali che trattano energia elettrica si dovranno dedicare alla coltivazione delle margherite non lo dico io, è un fatto e purtroppo non può essere controvertibile. Gli enormi capitali detenuti da queste multinazionali attualmente non possono essere reinvestiti è per questo che non riuscendo la politica statale a favorirle con delle leggi ordinari, come fino ad ora ha fatto, sta mettendo mano alla costituzione.
Come vedi il problema parte da molto più lontano.
Quando parliamo agli amministratori di orti sociali, di strategia rifiuti zero e di open source, ti garantisco che sono molto attenti e mi chiedono consigli su come poter operare (attualmente abbiamo 8 piani di studio).

Ecco, questo è esattamente il tipo di discorso e di ragionamento che mi manda in bestia.
Che cosa c***o c'entrano 'ste cose con il titolo della discussione?
Per me sono solo: aria fritta, informazioni pseudoscientifiche, teorie pseudocomplottistiche più o meno campate in aria e avanti così... (Te lo dice uno che ha una piccola aziendina autosufficiente dal punto di vista energetico, quindi non credere che non abbiamo analizzato e studiato la cosa...)
Io ti ho chiesto come intendi rispondere a chi ti domanda "io per mandare i flussi dell'IRAP uso OpenSISSI, che esporta un tracciato syb che carico sul SIDI tramite Columbus usando le mie credenziali MEF. Lo posso fare con Linux?"
Se intendi rispondergli con le multinazionali dell'energia elettrica sono esclusivamente fatti tuoi. Ti dico solo che se uno mi rispondesse così non sarei soddisfatto e penserei che è un fanfarone. Opinione mia, sia chiaro.
La pubblica amministrazione non è composta solo da scuole

Era un esempio, Dio santo... un esempio. Te ne posso fare altri parlando di Comuni, di province, di enti pubblici, di compartecipate, di quello che vuoi.
Non fissarti sul singolo esempio, cerca di inquadrare il discorso generale, sul quale fino ad ora hai sempre glissato...
La migrazione verso sistemi Open Source non è una scelta consigliata, ma una strada obbligata.
Tra non molto lo zio Bill & C., dovranno dedicarsi ad altro tipo di investimento.
Anche questo non lo dico io, ma è un fatto acclarato.

Acclarato da chi? Da cosa? Da quando? Da dove?
Ci vogliono FATTI (non pugnette...). Documentazione, statistiche, ricerche, analisi...
Ma avete un'idea di cosa sta succedendo in giro? Ve ne siete accorti che tutte le multinazionali che secondo te dovranno reinvestire in olio di colza si stanno già muovendo, hanno già abbandonato modelli di business ormai obsoleti e si stanno spostando verso quella che Rifkin profeticamente anni fa chiamava "l'era dell'accesso"?
Oppure ricadiamo nel discorso di prima: aria fritta.
Comunque, siete ovviamente liberi di fare quello che volete, ovvio.
Ti prego solo, te lo chiedo in ginocchio, ti imploro, di non sputtanare un movimento e una filosofia per cui sto lavorando da almeno dieci anni.

Passo e chiudo.

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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda wtf » 28/09/2013, 14:09

Bagai, il thread è molto interessante, mi dispiacerebbe vederlo bruciare in un flame (ahahah...).

La pubblica amministrazione non è composta solo da scuole, dove per altro mi scontro giornalmente e dove diversi terminali, in via sperimentale, hanno già migrato verso l'open source (che non è solo sistema operativo ma anche Libre Office e progetto Mozilla per esempio). Vedi per esempio la provincia di Bolzano e il progetto Umbia OS.
Nel solo comune di Catania ci sono 212 terminali di questo tipo.
Dalle ultime stime che stiamo stilando in parlamento, ne contiamo 112.000 e non siamo neanche a metà, senza considerare quelli che sfuggono al controllo.


Vero, puoi fare qualche esempio un po' più specifico per qualche altro ambito? Del tipo, quali programmi a codice chiuso sono stati sostituiti, che problemi avete incontrato, ecc.
Far conoscere la vostra associazione significa anche approfondire questo tipo di discussioni.
Cose da sapere:
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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda vioma » 28/09/2013, 14:46

Ti prego solo, te lo chiedo in ginocchio, ti imploro, di non sputtanare un movimento e una filosofia per cui sto lavorando da almeno dieci anni.

A quale movimento e quale filosofia ti riferisci?
Vedrò ti poterti accontentare.
Così è vago.

Ecco, questo è esattamente il tipo di discorso e di ragionamento che mi manda in bestia.
Che cosa c***o c'entrano 'ste cose con il titolo della discussione?

Non andare in bestia, non siamo qui per questo, siamo per discutere.
Ste cose centrano in quanto mi hai detto
A un sindaco non gli puoi raccontare la storiella degli ideali e delle intuizioni.

quindi ti ho risposto che le nostre conferenze hanno un ampio preludio che poco ha a che fare con l'Open Source (a proposito hai letto "Economia all'idrogeno. La creazione del Worldwide Energy Web e la redistribuzione del potere sulla terra", lo sto leggendo, sono alle prime pagine, e non mi trovo per nulla d'accordo, quando lo finirò potremo pure dibattere un po').
A scusa, dimenticavo che le divagazioni ti mandano in bestia.
Non è saccenza. Qui si parla di PA e stavo cercando di descrivere la realtà delle PA lombarde (Lodi, Milano, Monza, Brescia).

Visto che ti trovi in zona, fai un salto a Bolzano:
http://www.provincia.bz.it/usp/285.asp?aktuelles_action=4&aktuelles_article_id=428958
Li hanno risolto così!!
Dimenticavo che anche questi 50 paesi
http://www.istitutomajorana.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2040&Itemid=228
ci hanno creduto e continuano ad utilizzare software OS.
A dimenticavo, pure il Majorana di Gela, dell'amico Antonio Cantaro ha già delle aule multimediali OS e sta andando alla grande:
https://www.youtube.com/watch?v=XyPQjpjKQGw
Io ti ho chiesto come intendi rispondere a chi ti domanda "io per mandare i flussi dell'IRAP uso OpenSISSI, che esporta un tracciato syb che carico sul SIDI tramite Columbus usando le mie credenziali MEF. Lo posso fare con Linux?"

Non ne ho la più pallida idea. Dimmelo tu?
A tuo parere si può fare?
Il costo/beneficio ne vale la pena nel tempo?
Ti posso dire due cose, quando ho usato per la prima volta Ubuntu ho pensato che da bravo geometra che sono, questo sitema operativo non poteva certo essere all'altezza del mio Mac. Oggi sto lavorando con un dual core di quattro soldi e faccio tutto, sottolineo tutto, quello che facevo con il Mac. Lo faccio meglio e lo faccio gratis. Dispongo di una comunità nella quale ci aiutiamo a vicenda.
Altro esempio software in penna usb da utilizzare come firma digitale, privo di drivers per Linux. Scrivo all'azienda chiedendo se hanno intenzione di crearli pre Linux. Mi dice di no ma vuole il numero di telefono. Dopo qualche tempo vengo contattato dall'azienda che mi chiede se sono disposto a testare i drivers per ubuntu. Dico di si. Oggi esistono i drivers per Ubuntu.
Con questo voglio dire che, secondo me, tutto si può fare.
Basta volerlo.
Mi rammarico di non risultarti convincente, ma, fino ad oggi, i risultati che ho ottenuto mi sembrano fantastici e farò di tutto per fare risparmiare soldi dei contribuenti.
Quì in sicilia stiamo pure presentando un DDL che spero presto possa passare all'A.R.S. (http://www.ars.sicilia.it/deputati/scheda.jsp?idDeputato=867&idLegis=16, Attività parlamentare(cofirmatario) => Disegni di legge(31) => Norme sul software libero, pubblicazione, accesso e riutilizzo dei documenti e dei dati della pubblica amministrazione regionale e hardware documentato.)
Un abbraccio.
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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda ferdybassi » 28/09/2013, 14:57

wtf ha scritto:Bagai, il thread è molto interessante, mi dispiacerebbe vederlo bruciare in un flame (ahahah...).

Hai ragione :-[
Colgo l'occasione per tradurre: bagai è termine dialettale lombardo, da tradursi con "ragazzuoli" e non con "bagaglio" :)

La pubblica amministrazione non è composta solo da scuole, dove per altro mi scontro giornalmente e dove diversi terminali, in via sperimentale, hanno già migrato verso l'open source (che non è solo sistema operativo ma anche Libre Office e progetto Mozilla per esempio). Vedi per esempio la provincia di Bolzano e il progetto Umbia OS.
Nel solo comune di Catania ci sono 212 terminali di questo tipo.
Dalle ultime stime che stiamo stilando in parlamento, ne contiamo 112.000 e non siamo neanche a metà, senza considerare quelli che sfuggono al controllo.

Su questo punto sono d'accordo, ma secondo me è una visione da una parte limitata e dall'altra rischiosa.
Limitata perchè prende in esame solo la parte emersa dell'iceberg.
Va bene togliere MS Office e Windows su 212 terminali, ma il risparmio che si ottiene è una briciola, se poi i data center dei comuni continuano a girare su Oracle (http://www.oracle.com/us/corporate/pric ... eId=ocomit). E' lì che si gioca la partita, secondo me, altrimenti si espone il fianco a colpi di coda commerciali.
Ad esempio, Microsoft sta pubblicizzando una cosa chiamata Scuola365: con 2000 euro all'anno una scuola ha diritto a:
- licenze Windows e Office per tutti i PC delle segreterie e dei laboratori
- licenze Office 2013 per TUTTI i suoi studenti, i genitori e per tutti i suoi docenti
- accesso a un portale stile hotmail.com con piattaforma per scambio dati
In pratica una scuola si mette in assoluta regola per quanto riguarda licenze e contratti, e in più fa una figura della madonna offrendo un servizio chiavi in mano a studenti e genitori.
A questo punto, se il tuo obiettivo è rimpiazzare MS Office con LIbreOffice, ogni qualvolta Microsoft lancia una promozione del genere, tu sei fottuto. Chi glielo fa fare a una scuola di imbarcarsi in un cambiamento così drastico, per risparmiare pochi spiccioli?
E se estendessero questa cosa ai comuni, ad esempio? Come puoi andare ancora a parlare di risparmio?
La partita si gioca secondo me nei data center, dove una licenza di Oracle può arrivare a costare come un'Audi... Però di queste cose nessuno parla mai, ed è un errore, secondo me...

Inoltre, per dovere di onestà e di cronaca, bisogna considerare e mostrare anche il lato oscuro della luna, la famosa "falsa partenza" di cui si parlava prima.
La provincia autonoma di Bolzano (http://punto-informatico.it/3835658/PI/ ... ibero.aspx) e il comune di Monaco di Baviera (http://tallinux.altervista.org/blog/mon ... e-a-linux/) sono switchati a Linux o hanno in programma di farlo. Però leggiamo bene gli articoli. A Monaco "Negli anni la città ha convertito a poco a poco le sue applicazioni di lavoro in soluzioni Java-based o Web-based, in modo da poterle eseguire su qualsiasi sistema informatico od in modo nativo anche su Linux". Nessuno sa quanto sia costato in consulenza questo lavoro. E soprattutto NESSUNO sa se questa operazione sia fattibile in Italia, dove ci sono migliaia di software per PA scritti con i piedi e basati su .NET o peggio...
Ci sono poi realtà in cui si è andati incontro a un fallimento totale: http://www.webnews.it/2011/05/17/la-ger ... /?ref=post . In questo caso ci si chiede: quando costa al contribuente un doppio passaggio da Windows a Linux e poi indietro a Windows? Sono state valutate queste cose?

Ultima osservazione sul piatto della discussione: la PA non può essere bloccata. Esiste un reato, chiamato "interruzione di pubblico servizio". Le aziende che forniscono software alle PA lo sanno e nei loro costi di licenza calcolano anche questo.
Le penali in gioco sono astronomiche, insostenibili da piccole realtà locali o, peggio, da associazioni.
La domanda allora è: chi è in grado di risarcire lo Stato se un sistema open va a pallino? Chi è il responsabile? Quale società avrebbe il coraggio di accollarsi questo enorme rischio, che nessuna assicurazione coprirebbe mai?
La risposta più semplice è: Red Hat, Novell, Oracle, IBM, con i loro "linux commerciali". Ma allora stiamo solo trasferendo una spesa da una azienda (Microsoft) verso altre, senza un vero risparmio.
Ciao ciao
Ultima modifica di ferdybassi il 28/09/2013, 15:20, modificato 1 volta in totale.
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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda ferdybassi » 28/09/2013, 15:18

vioma ha scritto:(a proposito hai letto "Economia all'idrogeno. La creazione del Worldwide Energy Web e la redistribuzione del potere sulla terra", lo sto leggendo, sono alle prime pagine, e non mi trovo per nulla d'accordo, quando lo finirò potremo pure dibattere un po').

:) L'ho ordinato su Amazon... :) Fra un po' ci chiacchieriamo sopra...

Visto che ti trovi in zona, fai un salto a Bolzano:
http://www.provincia.bz.it/usp/285.asp?aktuelles_action=4&aktuelles_article_id=428958
Li hanno risolto così!!
Dimenticavo che anche questi 50 paesi
http://www.istitutomajorana.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2040&Itemid=228
ci hanno creduto e continuano ad utilizzare software OS.

Sì, li conosco questi esempi. E' d'obbligo far notare che:
- la provincia autonoma di Bolzano sta in una regione a statuto speciale. Questo vuol dire che,tra le altre cose, anche l'interazione con i software e i portali statali è ridotta e/o può essere affrontata diversamente.
A dimenticavo, pure il Majorana di Gela, dell'amico Antonio Cantaro ha già delle aule multimediali OS e sta andando alla grande:
https://www.youtube.com/watch?v=XyPQjpjKQGw

Lo so, ci mancherebbe. Anche le mie scuole nei laboratori hanno Linux. Ma la partita non si gioca lì, secondo me.
Io ti ho chiesto come intendi rispondere a chi ti domanda "io per mandare i flussi dell'IRAP uso OpenSISSI, che esporta un tracciato syb che carico sul SIDI tramite Columbus usando le mie credenziali MEF. Lo posso fare con Linux?"

Non ne ho la più pallida idea. Dimmelo tu?

Ma non trovi angosciante che un'associazione che vuole rimpiazzare Windows con software libero non abbia la più pallida idea di queste cose????
E' questo che, in ultima analisi, ti contesto.
Se non affronti queste cose con metodo, costanza e serietà, riuscirai solo a sostituire MS Office con LibreOffice. Una vittoria di Pirro.
A tuo parere si può fare?
Il costo/beneficio ne vale la pena nel tempo?

Stavo provando a discuterne, ma poi mi hai tirato fuori le multinazionali e le margherite.... :)
Altro esempio software in penna usb da utilizzare come firma digitale, privo di drivers per Linux. Scrivo all'azienda chiedendo se hanno intenzione di crearli pre Linux. Mi dice di no ma vuole il numero di telefono. Dopo qualche tempo vengo contattato dall'azienda che mi chiede se sono disposto a testare i drivers per ubuntu. Dico di si. Oggi esistono i drivers per Ubuntu.

Su Debianizzati abbiamo portato anche noi avanti il test di questi driver, quindi abbiamo combattuto insieme :)
Quì in sicilia stiamo pure presentando un DDL che spero presto possa passare all'A.R.S. (http://www.ars.sicilia.it/deputati/scheda.jsp?idDeputato=867&idLegis=16, Attività parlamentare(cofirmatario) => Disegni di legge(31) => Norme sul software libero, pubblicazione, accesso e riutilizzo dei documenti e dei dati della pubblica amministrazione regionale e hardware documentato.)

E' una bella proposta. Il testo, anche se un po' vago, non è affatto male. Lo avevo, per altro, già letto... Occhio che non avete considerato alcuni costi "nascosti" che possono far lievitare il tutto o addirittura annullare i benefici:
- consulenze per smantellare e impiantare software libero
- consulenze per analizzare l'interoperabilità con i formati nazionali a cui tutti devono attenersi
- consulenze per sviluppare sistemi di interscambio con questi formati
- costi legali e spese assicurative affinchè le aziende che partecipano all'operazione possano coprirsi le spalle in caso di accusa di "interruzione di pubblico servizio".

Scusa la banalità dell'esempio, ma è tanto per capirci.
Oggi un comune scrive un documento in Excel, utilizzando un modello XLS scaricato da un qualche sito ministeriale. Il modello è pieno di macro. Io compilo il documento, lo invio e il mio lavoro è finito.
Domani il comune chiede a un'azienda di sostituire MS Office con LibreOffice e gli dice: guarda che se la macro non funziona, la multa di 1000 euro me la paghi tu.
Quanto farà pagare la sua consulenza questa azienda?
Oppure, siamo sicuri che troveremo un'associazione disposta a rischiare così tanto?

L'esempio è davvero stupido, me ne rendo conto, ma il concetto dei costi nascosti e dei rischi correlati è quello. Va valutato.
Io sono convinto comunque che alla lunga occorra passare a software open, ma occorre farlo cum grano salis e possibilmente uniti, dopo una lunga analisi, una lunga discussione e una buona pianificazione.
La mia paura è che iniziative singole e estemporanee vadano presto a finire in malora....

Ciao ciao
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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda razor » 28/09/2013, 16:09

Scusate, però... GNU/Linux nei laboratori didattici (almeno in alcuni) è presente già (letteralmente) dal secolo scorso!
È sicuramente un aspetto importante, forse il più importante in una prospettiva a lungo termine, e coinvolge il tipo di cultura informatica e tecnica che si vuole abbiano le nuove generazioni... ma con un nome come "Open Source nella Pubblica Amministrazione" mi aspetterei una maggiore concretezza nelle proposte, per esempio per gli ambiti indicati in questa discussione.

Anch'io trovo "fantastico" quel che mi ha dato il mondo del FLOSS (uso questa denominazione generica, consapevole delle diverse realtà che comprende), ma non sono d'accordo sul fatto che "tutto si può fare, basta volerlo". O meglio: l'affermazione può essere vera, ma deve essere declinata in modo realistico.

Penso che i dubbi che sono emersi qui riguardo all'iniziativa in questione siano riconducibili a quelle che ho chiamato "false partenze" ed alle loro conseguenze. Nessuno è ostile per principio, però mi sembra ci sia il timore che se le cose non saranno fatte per bene, l'esito potrebbe essere l'opposto di quello auspicato, e portare un danno a tutti quelli che agiscono/lavorano nel settore.

Per inciso, la mia è solo l'opinione di una persone che ha a cuore certi temi, senza particolari competenze.
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Re: O.S.P.A. - Open Source nella Pubblica Amministrazione

Messaggioda dareios » 28/09/2013, 17:35

Se ci ho capito qualcosa, l'associazione in questione non sembra avere progetti commerciali, ma di promozione. Ossia, pur potendo eventualmente godere di un sostegno economico per l'attività dei convegni, questi sarebbero solo finalizzati a creare valore per le soluzioni FLOSS.

Quindi se gli interessati volessero prendere in considerazione una migrazione dovrebbero poi fare riferimento a delle aziende specializzate. In tal senso avete una posizione? Possiamo conoscere qualche dettaglio economico dell'iniziativa?
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