Lo spirito della domanda

Quando la scelta di un programma, di un sistema operativo non è solo legata alla preferenza o al budget...
La filosofia che sta dietro a Linux

Lo spirito della domanda

Messaggioda niusiland » 30/07/2009, 9:41

Titolo altisonante ma concetto, almeno per me, molto importante.

Da qualche tempo si nota un forte aumento di nuovi partecipanti con modi di porsi del tutto diversi da quanto io ritengo corretto. Apro allora questo post per esternare il mio pensiero e chiedere la vostra opinione.

Qui si trova un lungo articolo sul come porre le domande in maniera intelligente, articolo da me letto più volte e nel quale mi ritrovo completamente. Non sono un hacker, non ne ho né le competenze né la genialità, ma non mi ritengo uno sciocco, e prima di domandare qualche cosa passo molto tempo a cercare di risolvere il problema senza chiedere ad altri di farlo al mio posto. Una volta trovata la soluzione, cerco di esprimerla al meglio delle mie capacità in modo che altri ne possano usufruire.

Veniamo al titolo del post: perché le persone si iscrivono a questo forum e pongono delle domande? Se lo fanno perché vogliono partecipare ad una "comunità" incentrata su Debian, sono i benvenuti. Se lo fanno perché hanno tentato di risolvere un  problema in tutti i modi, hanno fatto ricerche, hanno provato, sbagliato e riprovato, sono i benvenuti. Ma se lo fanno perché hanno trovato un tutorial da qualche parte in rete, lo hanno provato in fretta e furia e (ovviamente) non sono riusciti nel loro intento, allora non mi sta più bene.

Chiedere a qualcuno "lo fai tu al posto mio?" ha, come ovvia risposta, almeno da parte mia un sonoro no. Chiedere a qualcuno "come funziona X?" senza alcuna informazione aggiuntiva ha come ovvia risposta RTFM. Non è maleducazione, la maleducazione è frequentare un luogo in cui "lo spirito della domanda" è risolvere un problema affinché TUTTI abbiano un ritorno di conoscenze ponendo domande del tutto idiote. Le domande idiote esistono, che ne dicano i professori, e sono le domande che sottintendono il non aver cercato una risposta da se.

Assieme a loro esistono anche le risposte idiote, se ne leggono molte ultimamente, e sono del tipo "ce l'ho fatta.". Che significa "ce l'ho fatta"? Perché non spieghi anche a noi cosa e come hai fatto? Perché dobbiamo perdere tempo, il nostro prezioso tempo libero, ad aiutare chi non vuole aiutare noi?

Ecco, in fondo è solo un problema di educazione, e mi chiedo se qualcuno ha qualche idea sul come si potrebbero "educare" i partecipanti indisciplinati...

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Re: Lo spirito della domanda

Messaggioda dareios » 30/07/2009, 11:36

Sebbene io non sia ne perfetto nel fare domande intelligenti, il testo che hai citato mi piace moltissimo. L'etica hacker si è posta subito il problema di come rendere vivibile un forum o una mailing list.
Penso che sia stata una questione di sopravvivenza, di sfruttare bene le risorse e impedire gli sprechi.

Però oggi come oggi, quando un utente di un forum posta una domanda cerca anche un semplice contatto e il web non è più un luogo semideserto con delle severe regole di ammissione ma un posto alla portata di tutti con le inevitabili conseguenze.

I contatti umani sono ricchissimi e difficilmente potranno essere contenuti in un codice comportamentale. Poi davanti ai pc ci si può anche sentire soli e questo sia che succeda nel tempo libero che durante una stressante sessione lavorativa.
Poi rispondere una domanda del tipo "come funziona?" può anche essere piacevole, nel bene e nel male, e Feynman diceva sempre che le cose sono state davvero capite se possono anche essere spiegate.

Ho detto la mia, vedo le cose un po' diversamente da te, ma la guida che hai linkato è, sempre secondo me, assolutamente da mettere in evidenza.
La leggerò con piacere e ti ringrazio di averla ricordata.  :smilie:

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Re: Lo spirito della domanda

Messaggioda niusiland » 30/07/2009, 11:43

Spiegare come funziona è certo un piacere, a patto che chi domanda abbia già cercato di capirlo da solo, ecco perché ho scritto "senza alcuna informazione aggiuntiva"...

Visto che citi Feynman, se giornalmente una o due persone si presentassero da te dicendo "mi spieghi la meccanica quantistica?" tu che gli diresti? Non credo avresti voglia di fare tutto ciò che potrebbero fare da soli...

Riguardo il contatto, se proprio qui si vuole cercare "vita" si può utilizzare la sezione off-topic, usare come scusa il malfunzionamento della periferica X per parlare con qualcuno perché ci si sente soli mi sembra un po' assurdo...

Comunque, non voglio dar di me l'immagine di un esperto che non ha tempo da perdere per gli sciocchi, voglio solo sottolineare come la prima cosa da fare sia cercare di cavarsela da soli. Se questo non basta, questo forum è pieno di "uomini di buona volontà"...

EDIT:

loerian ha scritto:La leggerò con piacere e ti ringrazio di averla ricordata.  :smilie:


prego!
Ultima modifica di niusiland il 30/07/2009, 11:45, modificato 1 volta in totale.
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Re: Lo spirito della domanda

Messaggioda Brunitika » 30/07/2009, 13:55

L'eterno dilemma si è già posto più di una volta. L'ultima volta che la questione è stata messa in evidenza se ne è parlato qui.

Cosa ne era uscito di quella discussione è che il forum deve essere "autosufficente" e che l'educazione degli utenti dovrebbe arrivare dagli utenti stessi (oltre che evidentemente dai moderatori e dagli amministratori). "Educazione" significa in modo del tutto naturale spiegare come ci si comporta all'interno della comunità e come ci si dovrebbe esprimere. A mio modo di vedere, tutto ciò funziona attualmente abbastanza bene. Ricordare ogni tanto questa cosa non fa però mai male e non posso che condividere la documentazione da te citata. Quello che però bisognerebbe evitare è di fare del "terrorismo psicologico" mettendo inutili inibizioni agli utenti alle prime armi e tenendogli alla fine lontani da debian.

Un'idea nata nel thread citato fu quella di inviare un pm ai nuovi utenti con un riassuntino di qualche decina di righe sugli aspetti citati nel testo. Personalmente cerco sempre di indicare ai nuovi utenti un tipo di comportamento il quale ritengo corretto e (forse non dovrei dirlo...) evito di rispondere a domande troppo "campate in aria", in ogni caso non la prima volta che vengono poste da un determinato utente. Lo scopo ultimo resta quello di avvicinare, non di cacciare via :wink:.
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Re: Lo spirito della domanda

Messaggioda niusiland » 30/07/2009, 14:20

Brunitika ha scritto:Lo scopo ultimo resta quello di avvicinare, non di cacciare via :wink:.


Se hai capito così, mi sono espresso male e me ne dispiaccio. Non credo comunque di esser mai stato "maleducato" nei (in fondo pochi) casi in cui ho detto ad un utente che la sua era una domanda "del cavolo"...

Grazie per l'opinione, e grazie per il link ad una discussione che, mea culpa, non ho seguito fino in fondo.
Ultima modifica di niusiland il 30/07/2009, 14:30, modificato 1 volta in totale.
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Re: Lo spirito della domanda

Messaggioda Brunitika » 31/07/2009, 15:52

No no, non ti ho capito male e per me sei gentilissimo :wink: (Lino Banfi direbbe "quando ce vo, ce vo!").

Quello che volevo dire è che il confine fra due mondi diventa ogni tanto molto sottile e sfociare da una parte o dall'altra è questione di pochissimi dettagli (un po' come la fisica quantistica :biggrin:). Proprio per questo l'argomento è molto delicato e bisogna appunto stare attenti a non cadere in spiacevoli malintesi. Per il resto, vale la legge "Banfi" :biggrin:... che noto adesso per caso, ha un nome non del tutto indifferente al software libero :wink:.
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Re: Lo spirito della domanda

Messaggioda pmate » 01/08/2009, 11:16

Beh, niusiland ha colto nel segno, secondo me.
Commentando un post recente anche io ho voluto sottolineare la "cattiva" abitudine di porre domande molto generiche il cui fine ultimo è: "mi dici come fare?".
Ora, nessuno mette in dubbio le virtù "umane" degli utenti di questo forum, nè vuole far venir meno il piacere di farne avvicinare sempre di più e di motivarli, però stigmatizzare, con educazione, certe "tendenze", a mio parere può soltanto essere positivo.
Chi si avvicina per le prima volta a GNU/Linux Debian di solito proviene da un mondo a finestre o, più facilmente da ubuntu (in piccole percentuali anche da altre realtà). Questo in parte giustifica la "non abitudine" a certi meccanismi. Nessuna condanna, ci mancherebbe.
Però ricordar loro che questo non è un help desk...

Tempo addietro lessi in un forum *bsd una firma che recitava più o meno:
"Disclaimer: la firma sottostante non è un insulto personale:
fai un favore a te stesso e agli altri: cerca su google e leggi la documentazione prima di postare..."
Ritengo sia (a parte la mia traduzione approssimativa...) un bell'esempio di "utile ironia"...

Ciao  :smilie:


edit------
ho ritrovato la firma originale in questa discussione:

{Disclaimer, the proceeding text is a signature.. not a personal insult.}
Please, do everyone a big favour... read the FAQ and search Google!  :smilie:
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