Decreto Bondi-SIAE

Di tutto di più

Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda danlo8600 » 20/01/2010, 11:33

Vorrei portare hai vostri occhi questa pagina:

http://www.altroconsumo.it/prezzi/ben-1 ... 264713.htm

Si commenta da sola.

Aggiungo anche quest'altro giusto per far vedere chi sono i primi scorretti:

http://www.altroconsumo.it/acquisti-e-p ... 264743.htm

Inoltre vi preannuncio che con la scusa di questi rincari, e grazie anche a nessun controllo ci sarà la solita speculazione per cui una cosa che doveva aumentare di 0.50 centisima aumenterà di 1€ e quella che doveva aumentare di 10€ aumenterà di 15€.... Delle volpi se continuano così tra poco ci sarà solo pirateria.
Ultima modifica di danlo8600 il 20/01/2010, 11:38, modificato 1 volta in totale.
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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda Hyu » 20/01/2010, 11:57

janov ha scritto:Non lo è, infatti.
Credo che il nocciolo del problema sia questo: come conciliare la natura necessariamente pubblica (nel significato di  "non esclusività", come ho spiegato) di un'opera intellettuale, con il diritto privato (e quindi "esclusivo") dell'autore a vedere riconosciuto economicamente il proprio lavoro?

Ecco il punto. Uno fa il musicista e si aspetta di essere ricompensato. Giusto! Infatti deve essere ricompensato quando suona, cioè quando lavora.
Tutto il problema nasce quando si applica il noto principio del "meno lavoro più guadagno". Suono una volta sola (lavoro una volta sola) guadagno per sempre. Guadagnano anche i miei figli. Guadagna anche chi gestisce il controllo che io guadagni (siae).
Questo è giusto? Io credo di no. Ma qualcuno ci guadagna e in genere chi guadagna è sempre dietro la penna di chi scrive la legge.
Ovviamente queste sono forzature decise a tavolino che portano a degli assurdi. Ad esempio secondo la legge violo il diritto d'autore facendo questo:
Codice: Seleziona tutto
0000000 fbff 4490 0000 8e02 3e1c 8c01 401a e122                                           
0000010 c077 2619 0c26 4574 2751 66a4 cfe8 6a05                                           
0000020 f424 9498 d69c ce10 a389 d8f0 3762 0f16                                           
0000030 85e5 8666 83e5 7543 d20f baf4 3242 c38a                                           
0000040 380e 86ce 8f46 d97f 614c 0487 99cc 6408                                           
0000050 9acc 3435 06fd 998c dca5 a3c9 4f53 32e8                                           
0000060 5dea 69d2 46f3 fadd e65d 1bb4 93fe fe0f                                           
0000070 e9ff ff30 6fd0 98e5 a258 e151 d161 c271         

Sto condividendo con voi una piccola parte in esadecimale di The Logical Song in mp3. Potrebbe benissimo essere un pezzo di rumore bianco, alla legge non importa. Esiste un algoritmo per convertirlo in altri dati binari che il processore converte in segnali elettrici che la scheda audio converte e amplifica per mandarli alle casse che causano vibrazioni che riproducono i suoni prodotti dai Supertramp nello studio di registrazione più di vent'anni fa.
Non è che mi escono i supertramp dal computer e "lavorano", cioè suonano.
La logica conseguenza legale è stata "tassiamo tutti i dispositivi in grado di contenere sequenze digitali", come dire che in futuro se ci saranno memorie biologiche costituiti da catene di molecole organiche si tasserà il possesso di molecole organiche.
Ma non si ferma quì, se voglio fare copie di questa sequenza di cui sopra devo pagare. Se voglio farla ascoltare a più di 25 persone o giù di lì devo pagare (quindi chi ha fatto una festa con molti invitato con musica ha commesso reato se non ha pagato la siae), in teoria anche i testi sono coperti da diritto, potrei dover pagare anche per mettere una strofa su un blog o in una firma, chissà. Tutte operazioni in cui nessuno lavora (tranne me) eppure devo pagare.
I confini di tutto questo sono stabiliti a tavolino, modificabili a piacere perché basati su presupposti del tutto evanescenti.

Riguardo al discorso degli insegnanti e dell'insegnamento proposto da xtow: è vero i diritti si pagano sulle opere didattiche. Le lezioni però sono pubbliche. Quindi non vedo il motivo per cui uno debba pagare l'autore per la riproduzione delle registrazioni del prof Tal dei Tali in una sua pubblica lezione che chiunque avrebbe potuto sentire.
Inoltre, se ci pensiamo, a scuola è possibile insegnare solo perché i contenuti di ciò che si insegna non sono coperti da diritti. Figuriamoci se i bambini dovessero pagare la siae per il "metodo di moltiplicazione binaria di fattori in colonna" o per la  "comprensione del contenuto grammaticale di un periodo italiano attraverso l'analisi". Eppure si brevettano tutti i giorni cose del genere in informatica.

Detto ciò, aspetto il momento in cui si pagheranno le tasse sull'aria in quanto "Mezzo indispensabile per l'usuifrizione di opere coperte da diritto".
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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda MadameZou » 20/01/2010, 12:02

Hyu fantastico.
(Sì lo so, non è un gran contributo alla discussione, ma non sono stata in grado di trattenermi dal pubblicamente esplicitare il mio apprezzamento per questo intervento)
Ultima modifica di MadameZou il 20/01/2010, 12:05, modificato 1 volta in totale.
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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda pmate » 20/01/2010, 12:29

Mi piace molto il taglio "giuridico" di alcuni degli ultimi interventi soprattutto perchè aiutano a focalizzare meglio l'aspetto prettamente legale della questione in oggetto.
L'equilibrio da trovare tra i diritti dell'autore e quelli dell'acquirente/fruitore mi sembra il punto di snodo del problema.
Purtroppo, allo stato attuale, è stata scelta una soluzione che privilegia solo gli interessi di pochi e danneggia quelli di molti.
E questo lo considero, comunque, antidemocratico.
Strumenti a disposizione del consumatore ce ne sono ma mi sembrano pochi ed inadeguati visto che comunque la collettività in senso lato non ne trae (in genere) alcun beneficio concreto.
Acquistare supporti all'estero (lo farò senz'altro anch'io) è l'azione di autotutela (questa sì legittima...) di un singolo nei confronti del sistema.
Per tutto il resto della comunità il problema rimane.

Diritto a parte (che è poi quello che condiziona in senso assoluto), ribadisco la necessità di farne una questione morale e da lì ripartire.
La passiva accettazione dello status quo, le varie azioni da parte dei singoli non porteranno mai ad un miglioramento della situazione generale.
Certo, se le stesse azioni le compiessero tutti e all'unisono...
Cosa succederebbe al prezzo del carburante, ad esempio, se tutti non andassero a rifornire l'auto per tre giorni? Scommetto che magicamente si abbasserebbe...
Fossi solo io a non andarci... non servirebbe a niente.

La nostra è una società che dorme.
Imperano coloro i quali si credono furbi facendosi "giustizia" (o scroccando impunemente?) da soli.
Ad altri non frega niente, altri ancora smoccolano il classico ritornello "piove, governo ladro" e poco altro.
Se a questi aggiungiamo gli inconsapevoli e la minoranza di coloro i quali vorrebbero poter fare qualcosa ma non ci riescono, il quadro diventa quasi completo.
Comunque sia... la società, nel suo complesso, dorme.
Dorme la coscienza collettiva.
Forse è ora di cercare di svegliarla.


@danlo8600:
ti sembrerà strano ma io faccio il moralista perchè *sono* moralista...
Sai perchè? Perchè credo che una morale sia necessaria.
Perchè la stanchezza che sento sulle mie spalle non è causata solo dalle quasi quaranta primavere che così allegramente mi trascino dietro o dall'estrema vivacità dei miei (troppo) vispi figlioletti...
E' causata soprattutto dal vedere quanto risulti umiliato, oggi, il senso di collettività, quello di giustizia, quello di valore etico da parte di torme di neobarbari che approfittano impunemente dello stato di catatonia generale per perseguire i propri interessi a dispetto di tutto e di tutti, portando come giustificazione puerile l'autotutela o peggio...
Questo mi provoca stanchezza e senso di nausea.

Una nausea grosso modo simile (nell'intensità non certo nelle cause scatenanti) a quella che, credo, abbia assalito tanti utenti di questo forum e che abbia contribuito a condizionare la loro scelta di farsi adottare da mamma Debian piuttosto che da qualsiasi altro sistema proprietario.
Ci sono dei valori che sostengono questa scelta.
C'è un'etica alle spalle.

Ti sembrerà strano ma amule non l'ho *mai* installato, non ho *mai* scaricato copie pirata di alcun tipo di fonogrammi, videogrammi e similari...
E come me, scommetto, tanti altri qui.
Capisco bene che tutto ciò ti sembri follia... ma i debianizzati sono un pò folli... e molti di loro hanno un caratteraccio che viene fuori soprattutto di fronte a certe pratiche rozze, di fronte ad azioni che *nulla* hanno a che fare con il free software e gli ideali e i valori sui quali esso si fonda, che *nulla* hanno a che fare con i concetti (ripeto) di "etica" e di "morale".

Il mio carattere, tra l'altro, è il peggiore di tutti *in senso assoluto*.


pmate


p.s. mai sentito parlare di incauto acquisto...?
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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda danlo8600 » 20/01/2010, 14:15

Se voglio farla ascoltare a più di 25 persone o giù di lì devo pagare (quindi chi ha fatto una festa con molti invitato con musica ha commesso reato se non ha pagato la siae), in teoria anche i testi sono coperti da diritto, potrei dover pagare anche per mettere una strofa su un blog o in una firma, chissà. Tutte operazioni in cui nessuno lavora (tranne me) eppure devo pagare.
I confini di tutto questo sono stabiliti a tavolino, modificabili a piacere perché basati su presupposti del tutto evanescenti.

Riguardo al discorso degli insegnanti e dell'insegnamento proposto da xtow: è vero i diritti si pagano sulle opere didattiche. Le lezioni però sono pubbliche. Quindi non vedo il motivo per cui uno debba pagare l'autore per la riproduzione delle registrazioni del prof Tal dei Tali in una sua pubblica lezione che chiunque avrebbe potuto sentire.
Inoltre, se ci pensiamo, a scuola è possibile insegnare solo perché i contenuti di ciò che si insegna non sono coperti da diritti. Figuriamoci se i bambini dovessero pagare la siae per il "metodo di moltiplicazione binaria di fattori in colonna" o per la  "comprensione del contenuto grammaticale di un periodo italiano attraverso l'analisi". Eppure si brevettano tutti i giorni cose del genere in informatica.


Giustissimo è proprio il meccanismo di cui parlavo poco fà io, con tutte le assurdità che ci sono anche chi vuole fare il perfezionista della legge alla fine la viola. Se vogliamo ampliare il discorso scaricare da internet una tablatura per chitarra, basso o quant'altro è reato perchè è coperta da copyright, quindi se voglio imparare a suonare la chitarra posso tranquillamente andare al negozio e spendere fior di quattrini per comprare spartiti che costano carissimi. Idem se organizzo un concertino durante la mia festa di compleanno a casa mia sto violando i diritti di autore. Per assurdo se scrivo io un pezzo e lo registro alla SIAE quando lo riproduco devo pagare sempre e comunque la SIAE... E ancora una sera in TV fanno 2 film che mi interessano uno lo vedo l'altro lo registro e me lo vedo quando non fanno nulla, violazione del diritto di autore, idem se a scuola porto una cassetta e faccio vedere un film, se la classe è di 30 studenti violo la SIAE.... Se faccio un montaggio audio video magari miei foto con una canzone e la metto su youtube continuo a violare.... Come ti giri sei nel torto, forse è questo che alla fine porta alla perenne violazione? ripeto sia consapevole che inconsapevole, durante la giornata, tutti violano i diritti di autore anche la persona più attenta. Allora ripeto perchè si pirata? questo è il problema, forse per i costi elevati, forse per la poca tutela, forse perchè ci si ritrova sempre in torto... La soluzione è stata pagherete 100€ di tasse in più così continuerete a piratare anzi lo farete ancora di più perchè ve lo potrete permettere ancora dimeno però ora la SIAE incasserà i suoi soldini e sarà contenta.
Allora si viene al mio discorso, alla SIAE interessano i soldi punto non eliminare la pirateria, perchè per eliminarla bisognerebbe eliminare una serie di paletti che lei impone e quindi ci rimetterebbe. Di conseguenza fà un tacito accordo voi mi pagate il pizzo prima di commettere il reato, e senza dirlo ufficialmente acconsento alla pirateria, purchè non tocchiate le mie regole sbagliate.


Ti sembrerà strano ma amule non l'ho *mai* installato, non ho *mai* scaricato copie pirata di alcun tipo di fonogrammi, videogrammi e similari...
E come me, scommetto, tanti altri qui.
Capisco bene che tutto ciò ti sembri follia... ma i debianizzati sono un pò folli... e molti di loro hanno un caratteraccio che viene fuori soprattutto di fronte a certe pratiche rozze, di fronte ad azioni che *nulla* hanno a che fare con il free software e gli ideali e i valori sui quali esso si fonda, che *nulla* hanno a che fare con i concetti (ripeto) di "etica" e di "morale".


E tu quindi sostieni di non aver mai registrato una canzone dalla radio, come sostieni di non aver mai registrato con il videoregistratore un film, come sostieni di non aver mai visionato una tablatura online (se suoni) e come sostieni che durante feste con i tuoi amici se superavano le 20 persone non hai mai messo musica? scusa ma non ci credo. E lo sai perchè? perchè saresti morto e avresti o una cultura pari a zero oppure vuol dire che sei miliardario (in tal caso sono contento per te). Tu parli della pirateria solo online è questo il grave errore che commetti. Non installare emule sono fatti tuoi, ma come di certo saprai su emule puoi scaricare anche materiale non pirata

mai sentito parlare di incauto acquisto


La conosco molto bene questa legge e penso che sia una boiata in mane, io cittadino non ho nessuno strumento per controllare, mentre la guardia di finanza si. Ti consiglio di andarti a leggere in rete quanto ne è stato discusso di questa legge e delle assurdità che comporta, e ne sono veramente tante. Dimmi quindi secondo te io sarei dovuto scendere di casa e chiedere se quella tuta era originale? bene ti posso dire che l'ho fatto mi è stato risposto di si e che è stata acquistata da un negozio che chiudeva e stava svendendo. Ora io come faccio a controllare? mi devo far dare il nome del negozio, le fatture (che non posso chiedere perchè non sono un finanziere), contattare il negoziante (non si sà come) e accertarmi della veridicità del racconto? se così fosse non comprerebbe più nulla nessuno.

Vuoi un esempio della demenza di questa legge:
La condizione di acclarata legittima provenienza del bene, è poi da ricondurre a tre disgiunte circostanze concrete: ...per la qualità o per la condizione di chi le offre o per l'entità del prezzoo

Quindi se io vado in un negozio che vende roba originale ma a prezzo scontato devo dubitare
Se si applicano questi metri di giudizio posso dire che 1 la tuta da me comprata è di ottima qualità 2 l'ho comprata in un mercato autorizzato 3 le condizioni della merce erano buone e ben conservate, ma queste tre condizioni non mi rassicurano sul fatto che io sia certo che non sia falso, o non sia frutto di un qualsiasi illecito; Perhè se ben sai per prenderti la multa con questa legge basta che chi te la vende l'abbia rubata per rientrare nella sfera del reato. Questa legge è inapplicabile e per giunta controversa. Così si vuole solo giustificare le mancanze dello stato. E per giunta dirò di più i metri di giudizio che propone la legge sono anche più tosto soggettivi.
Ultima modifica di danlo8600 il 20/01/2010, 14:21, modificato 1 volta in totale.
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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda pmate » 20/01/2010, 16:19

Mi è davvero difficile seguire il filo logico di certi ragionamenti.
Passi, neanche tanto elegantemente, da decise affermazioni del tipo:

così mi legittimano a scaricarmi materiale pirata...
...
è chiaro che quando uscirà il prossimo GTA prima di comprarlo sia io che il mio amico lo scaricheremo...
...
Se la vogliamo rapportare meglio tu mi rubi a me e io rubo a te...
...
il cittadino povero invece di andare a pagare 7.50 (visto che ormai i cinema in seconda visione sono spariti) si scarica il film. Azione = Conseguenza...


a sagaci domande del tipo:

E tu quindi sostieni di non aver mai registrato una canzone dalla radio, come sostieni di non aver mai registrato con il videoregistratore un film, come sostieni di  non aver mai visionato una tablatura online (se suoni) e come sostieni che durante feste con i tuoi amici se superavano le 20 persone non hai mai messo musica?


Beh, non so in che modo questo possa apportare un contributo costruttivo alla discussione nè a quanti (a parte te) interessi, ma rispondo volentieri anche solo per fare un tuffo nel passato (mi si perdoni questa piccola digressione dal tema):


- mai registrato niente dalla radio: già a 14/15 anni avevo l'idiosincrasia per le interruzioni pubblicitarie; oggi, che di anni ne sono passati 25, gli elementi che mi fanno desistere sono aumentati;
- mai registrato niente dalla tv: devo rispiegare il perchè?
- pagata la SIAE in occasione delle feste organizzate (poche a dire il vero; l'ultima, che io ricordi, 21 anni fa);
- mai scaricate tablature: l'unica cosa che so suonare decentemente è il citofono.

Ah, per inciso, sono ancora vivo, vegeto e pimpante.


Fine di un ot che non riaprirò una seconda volta.


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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda janov » 21/01/2010, 2:02

Sono andato a riprendere un passo del saggio “Cultura Libera” di Lawrence Lessig.
Non credo di dover spiegare, in questo forum, chi sia l'autore.
Analizzando la pratica e le motivazioni del file-sharing di file musicali, Lessig identifica 4 tipologie di utilizzatori:

A)Coloro che lo usano in sostituzione dell'acquisto del CD;
B)Chi scarica per provare la musica prima di procedere all'acquisto;
C)Coloro che lo usano per accedere a contenuti ormai fuori commercio, non recenti e difficili da reperire ma ancora protetti da copyright;
D)Chi scarica materiali non protetti da copyright o che l'autore distribuisce liberamente.

Gli unici soggetti che agiscono nella piena legalità sono quelli compresi nella categoria D).
Gli individui della categoria B), se sono rimasti soddisfatti dai file che hanno scaricato, con ragionevole probabilità acquisteranno prima o poi il CD dell'artista che hanno “assaggiato”, e ne faranno persino buona pubblicità presso altre persone; questo atteggiamento può portare ad un incremento delle vendite.
La categoria C) non è nella legalità, però contribuisce alla diffusione della musica (un bene per la collettività) e non danneggia l'artista.
L'unico comportamento chiaramente dannoso per il mercato musicale è quello della categoria A).

Giunti a questo punto, possiamo fare qualche considerazione.
Il danno risultante all'industria discografica provocato dal file-sharing di tipo A) e B) non è calcolabile facilmente, e in ogni caso non è possibile fare corrispondere univocamente ogni download di un file musicale ad una mancata vendita, a causa della “compensazione” operata dal comportamento B).
Ma ammettiamo pure che il file-sharing determini un risultato finale negativo per le case discografiche.

Ora vediamo i benefici generati dal file-sharing. La condivisione di tipo C non arreca alcun danno all'industria, poiché riguarda contenuti ritirati dal mercato in quanto non più in grado di generare profitti. Viene incrementata la circolazione di questi contenuti senza concorrenza con il mercato.
Non parliamo neppure dei benefici generati dalla condivisione di tipo D), anche se per noi è la più importante.

Il nocciolo della questione è che mentre l'industria si domanda quanto ha perso, la collettività deve domandarsi quanto ha guadagnato dalla pratica di condivisione. Parlo, naturalmente, della “buona” condivisione, quella delle categorie B), C) e D).
L'unica forma chiaramente illecita di condivisione è quella di tipo A); ma la guerra alla pirateria dichiarata dall'industria discografica è rivolta, o ne dispiega gli effetti, solo verso questa forma?

Mi sentirei di dire di no, nel momento in cui si restringono sempre di più,  con l'uso della tecnologia e  con leggi che negano la natura “pubblica” di un bene intellettuale,  le possibilità di fare condivisione legale.
Per me il punto fondamentale è che l'equilibrio fra diritto individuale degli autori e delle imprese e diritto collettivo alla diffusione della conoscenza, è rotto decisamente a favore dei primi.

Ciao a tutti.

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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda GipPasso » 21/01/2010, 15:49

Purtroppo non è del tutto lecito neppure il comportamento B, oltre a non essere legale.

Nello scaricare, anche acquistando legalmente, un file audio dalla rete, si decide che l'unico contenuto è il brano, musica, rumori ed eventuali testi. Però se un artista pensa anche a una veste grafica, una particolare confezione, e parte del contenuto viene veicolato con materiali, immagini e testi scritti, scarnifichiamo la sua opera a volerne "saggiare" la sola parte muiscale.

Se l'artista decide di vendere il suo mp3, è lui che ha deciso che quel mezzo è adatto. In molti negozi ci sono le postazioni d'ascolto, perché dite che non si può ascoltare quello che si compra.

Nei negozi più piccoli si può parlare al negoziante. A me a volte viene fatta sentire parte dell'interpretazione, per farmi capire con che stile è orchestrato un pezzo (va bene che sul pop ha meno senso, ma comprare musica da supermercato è una cosa che non mi interessa, e nei negozi di e per appassionati di musica si parla e la si ascolta e non si compra alla cieca).

Inoltre è pericoloso dire che certe arti, musica, pittura, scultura, essendo cultura, debbano essere liberamente fruibili, perché non sono come la ricerca di base. Nel modello italiano, per lo meno, la ricerca di base è pagata con i soldi (troppo pochi, ma è un altro discorso) del contribuente, e al contribuente, cioè tutti (io la vieterei agli evasori!) deve essere accessibile.

L'arte ha, per la maggior parte, un committente o un acquirente privato, e così l'artista vive. Gli enti pubblici devono investire nelle arti, ma concorrendo coi privati acquirenti. In questo caso non si può dire a un musicista: "fai cultura, ho diritto di accedervi" o "deve circolare liberamente", perché magari lui non l'ha intesa così.

Neppure il comportamento C, del post precedente è lecito, perché se quel materiale è coperto dal diritto d'autore, bisogna contattare chi detiene questi diritti, chiedergli di procurarci una copia e pagare. Scaricare roba non più pubblicata non è solo apparentemente meno grave, di fondo è la stessa cosa. Cambia l'atteggiamento non l'azione.

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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda MorCeleb » 21/01/2010, 18:27

GipPasso ha scritto:Neppure il comportamento C, del post precedente è lecito, perché se quel materiale è coperto dal diritto d'autore, bisogna contattare chi detiene questi diritti, chiedergli di procurarci una copia e pagare.


Non voglio fare polemica, ma solo riportare la mia esperienza:
spesso gli editori non sono interessati a stampare una singola copia, e la ricerca si trasforma in un'ordalia!  :-\
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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda GipPasso » 21/01/2010, 19:43

@ MorCeleb:
Non c'è alcun dubbio. Anche impiegare una persona per due ore (e non sarebbe assolutamente possibile recuperare i nastri, stampare e inviare a te o al distributore) costerebbe molto più di quanto incasserebbero. Ci vogliono parecchie copie prima di rientrare delle spese.

Non nego di aver abusato del diritto di copia privata quando una di un album che mio fratello aveva in audio cassetta (originale), e di cui volevo regalargli in cd, mi è stato detto essere fuori catalogo. Il negoziante conosceva benissimo il cantante, avendo venduto ben più di un centinaio di milioni di copie con il suo vecchio gruppo, quindi non propriamente uno sconosciuto (!), e mi ha dato la penultima copia in suo possesso. Penso che il cd originale mio fratello lo tenga più caro della vita di parecchi parenti. Non una di quelle copie, che io sappia è stata distribuita a nessuno, e riprodotta in luogo con al più 4 persone (l'auto).

Io la siae e gli editori che la controllano, sopra tutti i Bixio, di cui insisto nel fare il nome perché li disprezzo per non aver saputo dimostrare che è falso quanto emerso a Report, non li ho certo in simpatia. Dico solo che Lessig, per quanto lo stimi, secondo me ha fatto un discorso poco difendibile. Fossero gli errori di Lessig i problemi, saremmo in una situazione fantastica!

Inoltre dover pagare la SIAE per le propria feste private è pazzesco. Mia nonna aveva quindici fratelli e mia bisnonna per mettere in tavola per sé, marito, sedici figli si avvaleva dell'aiuto di qualche collaboratrice domestica. In pratica quando ascoltavano la musica in famiglia commettevano reato perché ad ascoltarla erano in più di venti!

Come Carletto FX faceva dire alla folla esultante in Sperman, "Abbasso la SIAE" e "Viva ..." beh la frase è meglio non la finisca.

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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda janov » 21/01/2010, 23:24

GipPasso ha scritto:Neppure il comportamento C, del post precedente è lecito, perché se quel materiale è coperto dal diritto d'autore, bisogna contattare chi detiene questi diritti, chiedergli di procurarci una copia e pagare. Scaricare roba non più pubblicata non è solo apparentemente meno grave, di fondo è la stessa cosa. Cambia l'atteggiamento non l'azione.


La condivisione di file musicali ancora coperti da copyright ma non più disponibili in commercio è, a mio parere, un comportamento illegale ma non illecito.
Quanti di questi contenuti non sono più facilmente reperibili non perchè questo è il desiderio  dell'artista,  ma perchè l'azienda che li distribuiva ha deciso che non è più economico mantenerli in circolazione? Non si può né perdere né guadagnare su qualcosa che non si vende più.
Prima dell'avvento di internet (io me lo ricordo bene quel periodo, posso garantire che è realmente esistito...    :smilie:  )  il problema poteva essere risolto solo ricorrendo al mercato dell'usato.
Supponiamo per un attimo che internet non esista, e che io decida di disfarmi della mia bella collezione di vecchi dischi usati, ma ancora coperti dal diritto d'autore. I miei dischi non li ho rubati, li ho comprati regolarmente in negozio e quindi ho retribuito una  prima volta il diritto d'autore.
Chi compra la mia collezione, o addirittura la riceve in regalo, deve contattare tutti i detentori del diritto, pagare una seconda volta il diritto d'autore su un prodotto che non vendono più, per avere il permesso di portarsi a casa i dischi? Se non lo facesse, dovremmo considerarlo legalmente e moralmente un pericoloso delinquente?
Sembra sia proprio questo lo scenario, paradossale, a cui conduce una eccessiva difesa della proprietà privata intellettuale.
Secondo me, in casi come questi, l'interesse pubblico (nel senso che ho specificato in un precedente post) alla più ampia diffusione possibile di questo tipo di  opere musicali è prevalente rispetto ad un interesse privato, come abbiamo visto, dal punto di vista economico pari a zero.
Moltiplicare le occasioni di diventare ladri non ci renderà più onesti e rispettosi dei (legittimi) diritti.

Comunque, GipPasso, posso rassicurarti che non ho mai né condiviso né scaricato film o file musicali, né intendo farlo in futuro.
Sul mio iPod ci sono solo tracce estratte da CD regolarmente acquistati (da me); l'unica eccezione l'ho fatta per Janis Joplin, e per di più, codardamente, ho fatto fare tutto ad un amico.
Janis Joplin è morta nel 1970.

Ciao a tutti.

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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda GipPasso » 22/01/2010, 15:10

janov ha scritto:Chi compra la mia collezione, o addirittura la riceve in regalo, deve contattare tutti i detentori del diritto, pagare una seconda volta il diritto d'autore su un prodotto che non vendono più, per avere il permesso di portarsi a casa i dischi? Se non lo facesse, dovremmo considerarlo legalmente e moralmente un pericoloso delinquente?

Certo che no, ma i dischi sono oggetti, i file sono informazioni. Qui sta la rivoluzione dei diritti d'autore e l'enorme incremento di fatturato delle case editrici principali. Una volta l'autore e la casa editrice guadagnavano sul numero delle copie circolanti. Ora si vuole guadagnare sul numero dei reali ascoltatori. Questo non ha senso e ci dobbiamo ribellare.

Non ho molti dubbi sul fatto che tu sia una persona che sa come muoversi. Parli come uno che ha le idee chiare e le sa esprimere  (cosa che agevola enormente la chiarificazione anche con se stessi delle idee). La Joplin è sicuramente una cantante per cui val la pena correre qualche rischio!

La mia opinione sulla ricerca di materiale non più in vendita può anche allinearsi alla tua, ma temo che sia una posizione formalmente non difendibile e riducibile, semmai, a essere considerata attenuante, non a estinguere il reato (semmai venga contestato). Per questo il discorso di Lessig è difficile che possa valere, perché propone una netta depenalizzazione.

E si sa, da noi si depenalizzano altre categorie di reati...

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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda mm-barabba » 22/01/2010, 15:54

GipPasso ha scritto:E si sa, da noi si depenalizzano altre categorie di reati...

GipPasso

Allora faccio falso in bilancio , truffa aggravata e con i soldi raccimolati mi compro tutti i dischi nuovi e originali che voglio !  :biggrin:

NB . naturalmente sto scherzando  :p
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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda pmate » 12/03/2010, 13:39

Segnalo questa notizia sfiziosa...
Non si finisce mai di imparare... conoscevo la SIAE ma non l'SCF...

Bevo avidamente dalla fonte del sapere:
Siae gestisce e tutela i diritti relativi alla composizione musicale (musica e/o testo), sia nel caso venga eseguita dal vivo, sia nel caso venga riprodotta su disco. Tali diritti sono da corrispondere all'autore della composizione e all'editore del brano.

SCF, invece, gestisce e tutela i diritti relativi alla registrazione discografica  (cioè all'incisione su supporto dell'opera musicale). Tali diritti sono da corrispondere al produttore della registrazione e all'artista che ha prestato la propria interpretazione all'incisione.



Non commento oltre: mi autocensuro.  :wink:


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Re: Decreto Bondi-SIAE

Messaggioda MorCeleb » 13/03/2010, 2:33

pmate ha scritto:conoscevo la SIAE ma non l'SCF...


perché già stavamo scarsi (come si dice dalle mie parti :-P)
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